lunedì 25 aprile 2016

"Un pensiero al giorno" 33 - "Proesia senza virgole di una mente a rullo"

"Un pensiero al giorno"

33 - "Proesia senza virgole di una mente a rullo"

Da dove arriva oggi il vento? Certi giorni sembra che si formi lontano...lontano...lontano. In altre occasioni invece è come se sbucasse da dietro l'angolo. L'altro ieri quando ero ragazzino mi dava fastidio una giornata col vento se magari c'era anche il sole: la partitella di calcio al campo sportivo era rovinata di sicuro. Diventava impossibile calciare il pallone facendolo andare dove si voleva. Andava dove voleva il vento. Metti che tiravi una punizione di prima appena fuori area. Già ti pregustavi la bella banana a ruotare che avresti impresso al pallone per mandarlo all'incrocio. Ma il vento faceva lievitare la banana a dismisura e finiva tutto nelle verze per una insolita macedonia. Ancora peggio poi ieri quando mi misi a giocare a pallacanestro. All'aperto s'intende. Il gusto più bello del basket sta nei tiri da lontano. Quando carichi il braccio con la palla incastonata nel palmo come su una catapulta e poi rilasci il dolce peso con una scorrevole frustata di polso. E la palla allora s'invola disegnando la sua tonda parabola soffice fatta solo di gomma e aria ma...zac...se c'era il vento era come un idillio interrotto. Il vento infatti funziona un po' come l'amore. Non lo puoi toccare ma lui ti tocca coi suoi soffi. Non sai perché si forma. Può essere impetuoso o delicato. È invisibile ma sradica le cose. Porta gli odori e i profumi e i mutamenti del tempo. Non sono sempre necessari i grandi poeti per dire cose intense. Uno dei pensieri più belli sul vento lo sentii dal nonno di Heidi. Era nel cartone giapponese sulla bimbetta svizzera. Il nonno ascoltava la voce del vento. Il vento per parlare deve passare attraverso qualcosa. Ve lo dicevo che il vento è come l'amore. Se non passa attraverso un'altra persona l'amore non può parlare. Il nonno di Heide ascoltava la voce del vento filtrata dagli aghi del pino. Non ricordo più bene se diceva di ascoltate l'albero o il vento. Ancora come l'amore. Non sai mai se sta parlando l'amore oppure la persona che ne viene attraversata oppure addirittura se stai parlando tu stesso. Mi dicevo che il nonno di Heidi era abbastanza rimbambito. Ma anni dopo il vento fra gli aghi del pino l'ho ascoltato davvero. E mi sono dato del rimbambito io per essermi perso fino ad allora quella melodia. Non importa che temperatura ci sia in quel momento. Il suono del vento fra le chiome del pino lo senti sempre caldo. Il vento è l'alito della terra. Sono i ricciolo del mondo. Il vento è inutile che ti chiedi dove si è formato. Ma non puoi farne a meno perché quando soffia lui te lo domanda sempre.


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