Lo scrittore capisce di aver creato qualcosa di bello, quando le proprie parole gigioneggiano sulla pagina con la stessa eleganza arcana propria delle movenze di un gatto: non curanti, temporeggiano fra i piedi dell'emozione; stanno sulla soglia con fare ipnotico, sospendendo di meraviglia il passaggio da una frase all'altra; saltano fra i passi mentre si scendono le scale sino alle profondità dei significati; fanno le fusa sulle caviglie dei pensieri...
Trump su Meloni: “mi ha fatto pena”?
-
Noterella linguistica su “I felt sorry for her” in intervista che ha
scatenato molte polemiche
1 giorno fa



Nessun commento:
Posta un commento