Lo scrittore non vive propriamente: si pone a fianco del binario sul quale scorre il treno della vita e riceve sul viso le ventate del suo passaggio; talvolta prende posto anche su qualche vagone, ma deve scendere presto per eccesso di compenetrazione empatica coi passeggeri, i sedili, i braccioli, i poggiatesta, gli scompartimenti, i finestrini. Lo scrittore sale di rado sul treno perché vuol spiare la vita con stroboscopio sguardo, isolando ogni attimo dagli altri, e in questo modo, seppur da fermi, i suoi scritti viaggiano a velocità mille volte più alta del convoglio...
Un nuovo laboratorio di coro poetico per il 2027
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Negli ultimi anni ho fatto cori poetici a scuola, nei festival e per
progetti speciali. Era da un po’, però, che avevo voglia di tornare a un
percorso più ...
1 settimana fa



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