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sabato 5 ottobre 2013

Cappottiamoci



Oggi niente parole.
Solo Musica.
Chi vuole, può cappottarsi sulla sedia per la bellezza.
Gli altri, stiano pure comodi...






"Nightswimming"


Nightswimming deserves a quiet night

The photograph on the dashboard taken years ago,
turned around backwards so the windshield shows.
Every street light reveals a picture in reverse
Still it's so much clearer

I forgot my shirt at the water's edge
The moon is low tonight

Nuotare di notte, merita una notte quieta
La foto sul cruscotto, scattata anni fa
Girata dall’altra parte, così che si veda dal parabrezza
Ogni lampione rivela un’immagine a rovescio
Eppure è molto più nitida
Ho dimenticato la mia camicia sulla riva
La luna è bassa stasera


Nightswimming deserves a quiet night
I'm not sure all these people understand
It's not like years ago
The fear of getting caught
Of recklessness
Of water
They cannot see me naked
These things they go away
Replaced by every day

Nuotare di notte, merita una notte tranquilla
Non sono sicuro che tutta questa gente capisca
Non è come anni fa
La paura di essere beccati
Dell’imprudenza
Dell’acqua
Non possono vedermi nudo
Queste cose scorrono via
Rimpiazzate dalla vita di tutti i giorni


Nightswimming,
remembering that night
September's coming soon
I'm pining for the moon
And what if there were two
Side by side in orbit around the fairest sun?
The bright tide forever drawn
Could not describe nightswimming

Nuotare di notte,
Ricordando quella notte
Settembre arriverà presto
Mi sto struggendo per la luna
E se ce ne fossero due
Fianco a fianco in orbita intorno al sole più splendente?
La marea brillante, per sempre disegnata
Non potrebbe descrivere il nuotare di notte


You, I thought I knew you
You, I cannot judge
You, I thought you knew me
This one laughing quietly
Underneath my breath
Nightswimming

Tu, che pensavo di conoscere
Tu, che non posso giudicare
Tu, che pensavo mi conoscessi
Stavolta ridendo piano

Sottovoce
Nuotare di notte


The photograph reflects
Every street light a reminder
Nightswimming
Deserves a quiet night
Deserves a quiet night

La foto si riflette
Ogni lampione me lo ricorda
Nuotare di notte

Merita una notte calma
Merita una notte calma


 

domenica 28 agosto 2011

From the moment I opened my eyes


Ragazzi, io ogni tanto ci provo a raccontare quanto questo mondo faccia schifo, ad osservare le cose come stanno e ad ipotizzare critiche, analisi, valutazioni obiettive. Ci provo a stigmatizzare le storture, a biasimare le magagne, a dargli addosso al birbaccione, ad atteggiarmi a paladino dei nobili valori.

Ma poi, mi capita di risentire una vecchia e cara canzone, mi viene da piangere e mi rendo conto ancora una volta di come tutto, ma proprio tutto, per quanto mi riguarda, passi attraverso il cuore, bypassando quasi automaticamente ogni tipo di calcolo, di misura, di proporzionata valutazione.

E a partire da quelle note, mi si rinfocola in grembo quella fierezza paradossale che da sempre mi accompagna, fregandomi.

Sto parlando dell’orgoglio di essere un fallito.

Lo so, sarà di certo la cosa più folle che vi è mai capitato di sentire, ma a tratti vengo colto da questi attacchi irrefrenabili, da siffatti moti interiori di auto-celebrazione al contrario e mi beo nella sana consapevolezza fallimentare.

Pensate un po’ come l’ho scampata bella. Mi sarebbe potuto capitare in sorte di essere l’uomo che non deve chiedere mai. Invece, fortunatamente, io non farei altro che chiedere, almeno quelle volte in cui trovo il coraggio di superare timidezza e timori vari.

Non solo, cari amici viandanti per pensieri. I pericoli scampati sono anche ben maggiori. Tanto per riprendere un tema recentemente sfiorato, avrei potuto essere un calciatore: immaginate voi che destino ingrato.
Oppure avrei potuto addirittura nascere automobilista (qui mi è andata bene forte, proprio di lusso…), avrei potuto essere un tizio che non ha mai torto, che va dritto per la sua strada senza guardare in faccia a niente e a nessuno.

Invece, grazie al Cielo, sono uno che non ha mai combinato niente di buono nella vita. E questa mi sembra una buona base per provare a vedere se si riesce a far ripartire in qualche modo il vecchio mondaccio porco su cui posiamo i nostri piedi ogni giorno.

*******

«…Il suo pensiero sorgeva dall’oscura zona di confine. Non sapeva spiegarlo a parole, ma sentiva che quanti si preparano in anticipo a tutte le emergenze della vita, rischiano di farlo a spese della gioia. E’ necessario prepararsi a un esame, o a un pranzo, o a un possibile crollo delle azioni in Borsa; chi mira ai rapporti umani deve adottare un altro metodo, o fallire. “Perché preferisco rischiare” fu la sua imperfetta conclusione…».

“Casa Howard”
Edward Morgan Forster - 1910



sabato 18 aprile 2009

PERFEZIONE




E' che non me lo chiede mai nessuno...
Ma se mi chiedessero qual è per me il brano "PIU' PERFETTO" della Storia della Musica, da quando ad Anulus Melodicus il Grande (primo degli anelli di congiunzione fra la scimmia e l'uomo con la fissa per le sonorità) venne il ghiribizzo di dare una mazzata con la clava sopra un tronco cavo, fino a "Sincerità" di Arisa, risponderei:

Canon in D Major, Johann Pachelbel
Canon in D Major, Johann Pachelbel
Canon in D Major, Johann Pachelbel
Canon in D Major, Johann Pachelbel
Canon in D Major, Johann Pachelbel

Quasi perfetto come il mio sasso perfetto al 100%...ma è che nessuno me lo chiede mai...