martedì 1 marzo 2016

Oggi gatti


Oggi i gatti sdraiati
al sole se ne stanno.

Una cosa sola loro sanno.
Che il marciapiede è caldo.
Che il mondo lo si può soltanto gattare.
Ch'è gattevole ogni cosa intorno.
Che per tutto ci vuol gattitudine.
Esser grati, gatti e adatti.
Solo questa cosa sanno i gatti.

E a capir che sia una
come sempre di mattina
nel parlare coi matti
in un frullo di baffi
ci si sente già gatti.

"Le città invivibili" 8

"Le città invivibili"

8 - Nel paese di Personaggio, la popolazione intera è impegnata ventiquattr'ore al giorno a cercare Naggio...


"Le città invivibili" 7

"Le città invivibili"

7 - Nella cittadina di Guarda Milano, nessuno ti invita mai a fargli visita, per il timore di tirarsi in casa un sillabatore maldestro e sporcaccione che prende tutto alla lettera...



domenica 28 febbraio 2016

"Le città invivibili" 6

"Le città invivibili"

6 - Nel paese di Armatura, d'estate si colgono mitraglie e rivoltelle dai rami degli alberi...



sabato 27 febbraio 2016

Dacci oggi l’orrore nostro quotidiano


Fa impressione guardare a questa nostra epoca che più di ogni altra ha condotto la mercificazione e la quantificazione della realtà a livelli di raffinamento mai nemmeno immaginati in passato.

Tendenzialmente, tutto si parametra sulla misura del denaro. Ogni aspetto del reale viene soppesato in base al suo prezzo. A partire dagli oggetti veri e propri, che offrono l’esempio metodologico, il “paradigma operativo”. Per finire ai sentimenti, alle emozioni, a tutte quelle componenti più nascoste che un tempo sfuggivano alla catalogazione quantitava, e rimanevano di pertinenza del “mistero interiore”, nucleo della personalità e dell’identità di ogni individuo.

Ma in tutto questo, ciò che fa ancora più impressione è come, per ottenere un simile scopo iper-razionalizzante, si faccia leva a piene mani sugli aspetti più irrazionali dell’uomo: la paura, la morbosità, la sete di conoscere quanto siamo torbidi dentro, caotici e irrisolti.

Ecco allora che spuntano come funghi, programmi televisivi completamente incentrati sulla macelleria sentimentale. Vere e proprie macchine disumanizzanti, che fanno leva sul banalissimo, ma orrifico meccanismo, riassumibile nella parola d’ordine: “…Raccontiamo alla gente, quello che la gente vuole sentirsi dire…Diamole quello che vuole avere…”. E se la gente vuole il cadavere fatto a pezzi, ritrovato in un lago di sangue, noi glielo diamo in pasto. Se vuole sentirsi dire che l’assassino si è accanito con efferata violenza, il numero delle coltellate, gli indumenti intimi della vittima, se c’erano tracce di sperma, i dettagli dell’autopsia, e ogni possibile sfumatura del macabro…noi glielo diciamo…

La gente vuole tutto ciò e noi glielo diamo: ritorniamo a far morire ammazzata di morte violenta la povera vittima, ancora e ancora. Ramazziamola dieci, cento, mille volte di nuovo, nel tepore virtuale dei salotti di casa.

Martoriamo e maciulliamo i resti del suo ricordo come un materiale qualunque, sino a ridurre persino gli ultimi scampoli della sua identità a una poltiglia ormai deprivata di ogni rispetto umano, che si amalgama benissimo con tutte le merci poi reclamizzate nelle frequenti interruzioni pubblicitarie. Trenta coltellate s’intonano perfettamente all’eco del rombo della tua macchina dei sogni; un colpo sparato a bruciapelo è perfetto col profumo da cento euro alla goccia; lo stupore del vicino di casa del carnefice è ottimo, accompagnato da quattro fette di prosciutto cotto…

Di modo che, quando la gente si ritroverà bella e bollita da cotanto apparato ottundente, alla fine si comprerà tutti i nostri pannolini del cazzo e le merendine di merda del mondo. E senza fare tante storie su, che qui stiamo cercando di far girare l’economia, per favore…

Sporca gente di merda che non sei altro: ma cosa ti credevi di essere? Un insieme di persone con un pensiero proprio? Eh, no, cara la mia gente di ‘sta minchia, povera illusa: tu sei solo un tubo digerente. E poche storie allora: mangia, digerisci e caga, che quello soltanto t’è concesso di fare!

"Le città invivibili" 5

"Le città invivibili"

5 - Nel regno dei Post-Ittiti, i sudditi comunicano fra di loro usando soltanto fogliettini incollati sulla fronte...



venerdì 26 febbraio 2016

"Le città invivibili" 4

"Le città invivibili"

4 - Nel paese di Friggitoria, i mariti delle vacche vivono nel perenne terrore dell'olio bollente...