giovedì 10 ottobre 2013

Oggi cinico

 


Alla gente piace raccontarsi palle a vicenda. E se tutto finisse qui, sarebbe anche concepibile. Ma la cosa che davvero lascia di stucco, è come sempre alla medesima gente piaccia anche sentirsi raccontar palle, pur sapendo benissimo che palle sono, e palle rimangono.

Ed è sulle palle che poi principalmente si muove tutto il baraccone.

Chi propone posti di lavoro richiede candidati con uno spiccato grado d’intraprendenza, con propensione alle relazioni sociali, buona disponibilità al lavoro di gruppo, a lunghi spostamenti, ad orari flessibili e straordinari. Chi cerca lavoro si butta a giurare e spergiurare di possedere tutte queste caratteristiche, perché a casa ha una moglie da mantenere a botte di vestiti e scarpe di Prada, viaggi in isole tropicali, settimane bianche, figli che non possono andare a scuola se non sono firmati dalla testa ai piedi, un mutuo sulla casa da pagare, la tessera al club equestre, quella allo “Sporting Spussing Exclusive”, un alano (ancora da pagare, a rate) che mangia come tre buoi, la macchina sportiva, il fuoristrada, il SUV (in leasing), tre colf, due giardinieri, un chihuahua imbufalito che morde ogni nuovo postino mandato dalle Poste, con conseguente risarcimento periodico di pantaloni e polpacci assortiti.

Ecco allora che, pur avendo l’intraprendenza di un bradipo, pur essendo magari un asociale patentato che rasenta la misantropia, pur non potendogli fregare di meno di quei coglionazzi dei colleghi che si ritroverà fra i piedi, pur odiando spostarsi ed avendo come proprio ideale una giornata lavorativa di due ore massimali, egli accetta l’impiego.

E tutto questo perché a suo tempo, pur avendo come principale obiettivo “corteggiatorio” il fulcro inguinale baricentrico (“f.i.ba.” mi pare di aver sentito che venga denominato scientificamente) del corpo della sua futura sposa, pur coltivando dentro sé immagini di vita matrimoniale costellate di interminabili serate poltroneggianti in mutande, canottiera e calzini col ditone a periscopio, davanti alla tele a vedere partite, film western e cine-panettoni, pur sognando un genere di atmosfera domestica con lui nel ruolo principale di “pantofola più lenta del West”, a suo tempo, dicevo, aveva egli giurato e spergiurato a lei di essere un romanticone fatto e sputato, roba da lasciare Lord Byron in perizoma, l’aveva chiamata “la sua principessa” scesa dal cielo in terra a miracol mostrare, aveva promesso di attraversare i sette mari, se solo la cosa fosse rientrata nei di lei desideri, mentre sotto sotto, nel suo intimo reputava già fin troppo periglioso il laghetto di pesca sportiva appena fuori città.

E tutto questo perché a suo tempo ci era piombato fra capo e collo il gran ambaradan del Romanticismo, ad infiocchettare come si deve il lavoro già iniziato dagli stilnovisti, e di seguito ancora, calando un carico da undici d’illusorietà beffarda, sono arrivati anche gli stilisti di moda. Tutti costoro avranno anche agito in buona fede e senza malizia, non ne discuto, ma sta di fatto che dopo ci siamo ritrovati ad essere pienamente convinti di quanto sia bello, nobile, giusto e doveroso, soffrire per amore, star male proprio come dei cani, e ci siamo altrettanto ritrovati nella situazione in cui, a decidere dell’aspetto esteriore e fisico delle donne, sono un gruppo di persone (gli stilisti) che normalmente ignorano la potenza gravitazionale scatenata dal “fulcro inguinale baricentrico” (“f.i.ba.” mi pare sempre di aver sentito che venga denominato scientificamente) del corpo femminile.

A volteggiare come cupi “Nazgûl della Palla” sopra le desolate lande della nostra Mordor d’illusorietà, vengono poi i politici, i dirigenti, i manager, i banchieri e gli economisti. Questi sono tutti indaffarati a far calare sul mondo la “Buia Notte della Grande Palla”. Tutti accecati anch’essi dall’abbagliante fiamma del “fulcro inguinale baricentrico” (“f.i.ba.”, continuo a sentir dire in giro che viene denominato scientificamente) fuoriuscente con immenso sfavillio dai più eclatanti esemplari di individui femmina disponibili al mondo, essi infarciscono l’etere terrestre al completo di immani palle cosmiche.

Per questo i politici, i dirigenti, i manager, i banchieri e gli economisti, pur non avendo per nulla a cuore lo spiccato grado d’intraprendenza, e nemmeno fregandogliene una surclassante fava della propensione alle relazioni sociali, pur scarseggiando in loro la simpatia per la buona disponibilità al lavoro di gruppo, a lunghi spostamenti, ad orari flessibili e straordinari, pur non avendo niente di tutto questo e non reputandolo nemmeno poi così importante, essi hanno sempre una soluzione per tutto, sanno sempre qualsiasi cosa, capiscono sempre ogni problema, sanno affrontare ogni difficoltà, sono in grado di sapere come si evolverà la società in futuro, sanno consigliare le migliori scelte da fare, giurano e spergiurano di essere capaci persino di raddrizzare le banane, nel caso servisse.

Ma forse….

Ma forse, in un giorno remoto di un lontanissimo futuro, magari proveniente dalle schiere dei nobili Raminghi del Nord, oppure sbucato fuori dai fieri rappresentanti della regale razza Nùmenoreana, giungerà fra noi un politico, un dirigente, un manager, un banchiere o un economista, che ci rivelerà l’«inaudito», ci sbalordirà con l’«impronunciabile», sussurrando dimessamente la rivoluzionaria sentenza: «…Ragazzi, mi dispiace, questa cosa proprio non la so…questo problema non son capace di risolverlo, vediamo di cavarcela un po’ come possiamo…».

E allora, sulla scia di questo sbalorditivo evento, magari si squarcerà nel cielo immenso, l’insistente velo della Palla Universale, ed ogni uomo accorrerà ai piedi della propria donna, declamando a gran voce: «…Perdona, amore, ma a me, veramente, è sempre interessata solo e soltanto la f.i.ba…». E lei risponderà: «…Ma l’ho sempre saputo, caro, figurati…D’altra parte, a me sono sempre interessati solo e soltanto le scarpe ed i vestiti di Prada…». E lui penserà fra sé e sé: «…Ah! E io che credevo fosse attratta dalla mia buona disponibilità al lavoro di gruppo, ai lunghi spostamenti e agli orari flessibili…», ma questo sarà solo un dettaglio transitorio, perché nel frattempo lei avrà già aggiunto: «…Forse però, da oggi in poi, potremo volerci bene in un altro modo…».

Fino a quel giorno, tuttavia, le immense “Forze Oscure di Pallonia” continueranno ad imperversare per tutto il pianeta, e ogni cosa persisterà nel gravitare attorno alla potenza magnetica del “fulcro inguinale baricentrico” femminile (“f.i.ba.”, sento ancora insistentemente dire in giro che viene denominato scientificamente), equilibrata dalla forza uguale ed opposta dei vestiti e delle scarpe di Prada. E sempre fino a quel giorno, probabile che il più sincero di tutti, rimarrà il chihuahua imbufalito che, con estrema coerenza ed onestà intellettuale, si ostinerà sempre a mordere ogni nuovo postino mandato dalle Poste.
 


8 commenti:

Paolo Falconi ha detto...

Concordo ...
Viva la FIBA!! però anche un bel paio di gambe ... e gli occhi? per non parlar dei capelli, della pelle ... si insomma nun se butta niente ...
ma un saggio napoletano ammoniva:
A femmena č come 'a gatta: scippa pure quanno l'accarizze
(La donna è come la gatta, graffia pure quando l'accarezzi!)
e aggiunse
A capa 'e sotto, fa perdere 'a capa 'e coppa
(La testa di sotto fa perdere la testa di sopra)

Gillipixel ha detto...

@->Paolo: ciao Paolo :-) sempre ineffabilmente efficace la vecchia saggezza partenopea... :-)

Mentre scrivevo queste righe, mi veniva da domandarmi: ma minchia, sarò mica diventato davvero così cinico? Poi però, ripensavo ad una cosa sentita in un documentario, l'atra sera: negli Stati Uniti, ci sono certe ditte che stipulano polizze assicurative sulla vita dei loro dipendenti, però mettendo se stesse come beneficiarie...se il dipendente schiatta, si beccano una milionata di dollari per volta...tenuto conto che queste ditte hanno migliaia di dipendenti, giocano sulla statistica dei grandi numeri, e fanno girare tutto il giochetto in base a calcoli probabilistici ben precisi...risultato: se il dipendente campa, gli succhiano bene bene l'anima, tenendolo 90 gradi vita natural durante...se schiatta, tanto meglio, li riscuoto tutti, maledetti e subito...

Ecco, ripensando a queste delizie, mi sono rassicurato: la mia è solo una storiella da educande :-)

Ciao Paolo, grazie del salace commento :-)

Paolo Falconi ha detto...

Vieni alla manifestazione a Roma del 12 ottobre per la nostra Costituzione, salvaguardia dei Principi e dei Valori in essa contenuti.
NON SONO PALLE!!
se consideri che è stata scritta con il sangue da gente che si è fatta torturare, mandare al confine, che è stata nelle brigate internazionali in Spagna ed ha combattuto sui monti durante la resistenza ... da gente che era contro non perché ha cambiato casacca all'ultimo momento, ma dal 28 ottobre del 1922, altri ancora prima quando si vivevano tempi non dissimili dai nostri e che Tu evidenzi nel tuo post, con tutto il carico di perplessità e stupore ...
Credere che certi valori, conquistati con sacrificio dalle generazioni passate, da chi con onestà si è fatto spezzare ma non si è piegato ... uno fra tutti Antonio Gramsci ... per un'idea di Libertà e Democrazia che non sia fondata sul sopruso, sull'arroganza, sul despotismo, sul potere illimitato ed egoistico di pochi a discapito di molti.
No Carissimo, non SONO PALLE ... e ricordarcelo male non fa ... è un buon caricabatteria, a cui di tanto in tanto è bene connettersi.

Ciao

Gillipixel ha detto...

@->Paolo: caro Paolo, per una serie di motivi, non riuscirei a fare un viaggio a Roma in questo momento...ma, per quel che può valere, sarò senz'altro presente idealmente alla manifestazione...ieri sera ho sentito le parole di Stefano Rodotà, ospite nel programma di Santoro, e le avrei controfirmate dalla prima all'ultima...la Costituzione è l'ultima barriera rimasta che ci impedisce di scivolare in uno stato di pericolosa confusione...teniamocela ben cara e ripartiamo da lì

Ciao, grazie per le tue parole

Antonella ha detto...

ah, capisco come ti senti abitante del lontano est di questo paese che sia ad ovest che ad est che a nord e a sud va davvero male. E ti dirò di più: il politico, manager , finto eletto dai cittadini non ha neanche bisogno di fingere un po' perchè si sente ormai in una botte di ferro, in una corazza indistruttibile, quella che i cittadini chiamano casta e che lui chiama " casa " tanto ci si trova a suo agio come nel ventre materno. I nostri rappresentanti non fingono più di amarci nè di rispettarci. Non siamo noi che possiamo farli cadere dalla rupe, ma il mercato internazionale e l'organismo di partito che come un marchingegno a spinta solare continua con i suoi cingoli a fare tabula rasa di ogni diritto che non sia il suo

Gillipixel ha detto...

@->Antonella: a volte vengo colto da un atroce dubbio, cara Anto: e se questo vertice verminoso non fosse altro che la somma espressione potenziata all'inverosimile di un marciume esistenziale già ben diffuso anche alla base? E' senz'altro vero, quello che diceva lo zio dell'Uomo Ragno (se mi concedi la dotta citazione :-), ossia "...Da grandi poteri derivano grandi responsabilità...", e quindi chi ha in mano le leve del disumano cingolato ha di certo la coscienza meno pulita, ma quello che sembra di vedere è che forse l'avvelenamento degli animi ha ormai toccato un grado incredibile di diffusione e di penetrazione nel profondo...tutto in giro è tutto un "homo homini lupus" mal dissimulato (così sollevo anche un po' il mio punteggio come citatore :-), è tutto un agire pro domo propria, sia nelle ristrette, sia nelle più vaste dimensioni del vivere (e mi ci metto dentro anche io, per primo, perché forse sono in gioco ormai meccanismi troppo grandi, per la portata del singolo individuo, il quale si sente un po' preso nella tenaglia dell'abbruttimento diffuso...)

Sempre nella trasmissione di Santoro, ieri sera, Maurizio Landini ripeteva un concetto che gli ho sentito dire spesso, e che è sacrosanto: bisogna ridistribuire la ricchezza...anche questo è punto zero da cui si dovrebbe ripartire...ma una volta ridistribuita la ricchezza materiale, e riassicurate dignitose basi di vita per tutti, bisognerebbe passare a ridistribuire un altro tipo di ricchezza, che per intenderci chiamerei ricchezza spirituale, oppure morale, culturale...dovremmo tornare ad avere la Bellezza come sfondo del nostro vivere, nel senso di esistenze condotte avendo come panorama la bellezza rappresentata dagli altri e da tutto l'ambiente che ci circonda, sia esso naturale, urbano, e così via...

Invece, in questo momento, si vede in giro solo gente abbruttita, contro lo sfondo di paesaggi deprimenti...

O forse i due tipi di ridistribuzione dovrebbero essere portati avanti all'unisono, perché uno non può prescindere dall'altro: non può darsi ricchezza materiale (quella vera, quella che conta, quella sostanziale), se non è accompagnata da ricchezze di tipi intangibile...

Non lo so, ho molte idee sparse e confuse...son solo un povero bloggarolo :-)

Bacini non cinici :-)

Marisa ha detto...

Caro Gilli hai trattato un argomento decisamente scabroso, non mi riferisco certo alla f.i.b.a la cui forza motrice condiziona il mondo, non so se per fortuna o per sventura, ma l'uso costante, indiscriminato della palla.
In un mondo dove il 99% degli uomini è infelice e frustrato perché per sopravvivere non può accontentarsi di portare a casa un tozzo di pane ma è costretto ad arrabattarsi per accumulare ricchezze e potere e di sgomitare per raggiungere i suoi obiettivi.
In un mondo in cui la frode e la corruzione sono gli unici principi che si tramandano di generazione in generazione, l'uomo di oggi è obbligato a raccontare palle altrimenti non troverebbe spazio nella nostra orribile società. Perciò chi ha ancora un briciolo di dignità si conservi puro di cuore e si distingua dalla massa per non dover fare i conti con la propria coscienza.
Bacini tristi, tristi...

Gillipixel ha detto...

@->Marisa: eh già, cara Mari, la palla impera ad ogni piè sospinto...il fatto è che, se uno si va a leggere i primi capitoli dei Promessi sposi, si accorge che la situazione già era così nel 1600, dal che si deduce che abbia continuato ad essere tale anche nel 1800, perché Manzoni sfruttava lo specchio di due secoli prima, anche per fustigare la propria epoca...morale: siamo pallonari da secoli...non è una consolazione, ma fa pensare...

In tutto questo, la più sincera rimane la f.i.ba, sicuramente :-)

Son contento che sei tornata, Mari :-)

Bacini ottobrini :-)