lunedì 28 marzo 2016

"Un pensiero al giorno" - 5

"Un pensiero al giorno"

5 - La bellezza della lettura è talmente ricca di sfumature che non si finisce mai di scoprirne di nuove. Non solo. In talune circostanze, tali risvolti nascosti sono per paradosso così evidenti, da non averci mai riflettuto prima in misura degna del caso.

Mi sono accorto che quando leggo, nella mente si attiva una sorta di sensore di positività o, a seconda dei casi, di negatività. L'animo si schiera in favore degli aspetti buoni dei significati di ciò che si sta leggendo; oppure alza le attenne di fronte ad argomentazioni nelle quali si trattano oggetti meritevoli di biasimo, riprovazione o anche semplice avversità.

In questo modo, si verifica dentro di noi un continuo "alternarsi di polarità", si attraversa più volte il confine che separa il territorio delle cose buone da quello delle cose cattive (classificate sulla base di un nostro personalissimo e tacito codice, quasi inconscio, sempre attivo su un piano subliminale). Scatta la sintonia nei confronti di un "gradiente di valenze", lungo la cui scala, concediamo al nostro senso critico di scorrere.

Solo in particolari casi di testi dalla pregnanza poetica molto elevata, si smarrisce la nettezza di questo confine, e ci si ritrova nel mezzo della radura della pagina, lieti per una volta di una sorta di disorientamento fertile di sorprese della significazione.

Anche se questo stato non può alla fine durare a lungo: presto avvertiamo il desiderio, la necessità, di tornare a parteggiare, a riassaporare la rassicurante sensazione di stare di qua o di là della barricata di quanto viene raccontato. E anzi, ci viene a noia, o si fa persino fastidioso, quell'autore che non si dimostra all'altezza nel disporre le carte in tavola con la dovuta nettezza.

Si dà poi anche il caso della percezione di una propria inadeguatezza di lettore, di fronte alla complessità di ordine superiore dimostrata da un testo. In un simile frangente, occorre amplificare al massimo l'umiltà dell'ascolto, la propensione a recepire. A patto di avere intuito che il valore di chi scrive valga la pena dello sforzo.

Ed è questo che mi accade, ad esempio, con la lettura dei saggi di Zygmunt Bauman. Uno dei quali, ("L'etica in un mondo di consumatori" - Laterza - 2011) ha ispirato in qualche modo tutta la presente riflessione...



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