giovedì 22 agosto 2019

Chiediti dove sta andando un gatto



Ma che giro fanno i giri dei gatti, indaffarati e trasognati, nel trastullo di traiettorie, trascurate e tutt’altro che trafelate?

Loro vagano senza meta, in un’apparenza di casualità assoluta, ma in realtà perfettamente calcolando l'imperscrutabilità della poesia felina, in un passaggio rasente a un muretto, nella sosta al cassonetto, lungo la coda tenuta a terra, dentro una sorta di guardinga gioia in guerra.

I gatti son molto seri passeggiando, ma in ogni loro atto pare che il mondo stiano beffeggiando, con quella pelliccia indossata ad ogni costo, quasi per irridere l'ustoria boria d’agosto.

I giri dei gatti sono senza fatti, si soffermano sopra un niente, fanno di un filo d’erba la ragione onnipotente.

Non gliene frega di diavolerie satellitari, schivan come cacche certi rettilinei dai gusti militari, fan più che a meno del GiPiESSE, bastando loro un ben più sgangherato MiCiESSE.

Se non ti sei mai domandato dove vanno i gatti, sappi che finora hai vagolato fra i matti.

È nel loro ondivago andare e stare, che si nasconde il mistero del mare.

Fra i gatti e la risacca, non ci capiremo mai un’acca.

Entrambi raccontano di felicità nascoste nella fiacca: e chi proprio non ci crede, ignaro se ne sta del mondo, lieto pargolo di baldracca, del suo sé gran grullo, e giocondo.


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