domenica 14 agosto 2011

E’ iscritto a parlare l’onorevole Willer: ne ha la facoltà


«…Lies will flow from my lips, but there may perhaps be some truth mixed up with them: it is for you to seek out this truth and to decide whether any part of it is worth keeping. If not, you will of course throw the whole of it into the waste-paper basket and forget all about it...»

A room of one’ own
Virginia Woolf - 1929

«…Dalle mie labbra sgorgheranno bugie, ma è possibile che frammista a esse vi sia una porzione di verità: sta a voi cercare questa verità e decidere se ce n’è una parte che merita di essere conservata. In caso contrario, naturalmente, getterete il tutto nel cestino e ve ne dimenticherete...»

Una stanza tutta per sè
Virginia Woolf - 1929

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E’ veramente molto difficile di questi tempi riuscire a strappare un sorriso a se stessi e agli altri.

Motivi di preoccupazione se ne possono trovare a bizzeffe tutt’intorno a noi, non c’è nemmeno bisogno di sforzarsi tanto nella ricerca. Anzi, molto spesso la posta in gioco risulta ancor meno misera di un sorriso. Un barlume di serenità, uno sprazzo flebile di speranza, uno sprizzo minimale di fiducia, questo è il massimo che ci aspettiamo di portare a casa, visto il clima dalla sagoma vagamente “depressoidale” in cui ci ritroviamo calati.

Torno un attimo su una precisazione che mi preme tenere sempre viva, fra i dispositivi narrativi indispensabili alla prosecuzione della mia avventura bloghesca.
Ogni tanto ci tengo ad inframmezzare l’atmosfera ostinatamente surrealistica che regna in questo mio blog, con piccoli segnali di preservata sanità mentale. Se preferisco ancora parlare di argomenti minimali ed iper-secondari, se continuo ad ancorarmi allo scoglio dell’inutilità, della leggerezza e dell’ironia diffusa, non è per via del fatto che sono ormai definitivamente partito di zucca. Se così mi piace fare, non lo faccio nello spirito del crocerista che continua imperterrito ad abbracciare la sua dama, producendosi in eleganti passi di tango e volteggi di valzer, mentre con un vacuo sorriso occhieggia alla grande scritta dominante l’ampio salone delle feste del mastodontico naviglio sul quale è imbarcato: TITANIC!

Fermi restando il rispetto sommo e la preoccupata considerazione per le grandi problematiche esistenziali, mi piace fare così per provare a vedere se, anche concentrandosi sui dettagli minimali, e a volte anche buffi, del vivere, ci sia modo di scovare fuori qualche piccola pagliuzza di instabile e provvisoria verità. Non si tratta tanto di un rimirarsi l’ombelico, attrezzandosi per bene di confortevoli paraocchi “prosciuttati”. Piuttosto è un tentativo di verificare se anche l’ombelico possa dimostrarsi una rampa di decollo degna per prendere il volo verso modi di affrontare la vita ricchi di grazia, bellezza e consapevolezza dell’intero suo peso effettivo.

Non a caso, è stato dopo aver rassicurato me stesso riguardo a questi capisaldi, che mi è venuto da pensare a Tex Willer come ideale presidente del consiglio. Vedete? Mi ci vuole un niente a tornare subito nella mia…

Tex sarebbe l’unico indicato a rivestire il ruolo di premier, ormai. Ho passato mentalmente in rassegna tutti i possibili personaggi più prestigiosi del mondo della politica in primis, della cultura, dell’imprenditoria, ma non mi è sembrato di trovare nessuno più autorevole di Tex.

Tex è abituato da sempre a fare il contropelo ai birbaccioni di ogni risma, per cui, una volta insediato, inizierebbe innanzitutto a fare la cosa che meglio gli riesce, ossia prendere in mano il timone della giustizia e dare una bella ripulita. Corrotti, tangentari, disonesti, mafiosi, ladri di ogni genere e specie, per ognuno avrebbe la ricetta giusta.

Quattro cartoni nei denti, quando ci vogliono, ai politicastri rubagalline che si fanno gli affaracci loro approfittando delle mani in pasta nella cosa pubblica; rapinatori disarmati sparandogli con precisione nella presa sull’arma (“…zing!!!...”, e peraltro senza minimamente scalfirgli la mano); consigli d’amministrazione truffaldini sbaragliati entrando direttamente a cavallo nel bel mezzo delle riunioni, sfasciando sedie e tavoli, e assicurando i manigoldi affaristici alle mani della giustizia: questi sarebbero per grandi linee i punti salienti della manovra di fine estate stilata dalla squadra di governo di Tex.

Il glorioso ranger del Texas avrebbe poi a disposizione un’equipe di ministri di primissimo livello. S’inizierebbe con Kit Carson all’economia, con delega alla previdenza sociale. Il buon vecchio “Capelli d’argento”, arcinoto taccagno che ha sempre lasciato pagare il conto a Tex, nei ristoranti, bettole e posadas di mezzo far west, saprebbe prendere in mano i conti dello Stato e farli quadrare alla perfezione. «…Una bistecca alta quattro dita, sommersa da una montagna di patatine e una pinta di birra ghiacciata…» è il suo immancabile refrain, rinnovato all’ingresso di ogni nuovo locale incontrato sulle polverose strade delle loro avventure, sempre pensando però fra sé e sé: «…tanto paga Tex…».

Carson ha anche, e da sempre, una certa età e conosce molto bene la condizione degli anziani, le loro esigenze, il loro modo di vedere la vita. Forse nessun’altra persona al mondo è stata anziana così a lungo quanto lo è stato Kit Carson. Era anziano negli anni ’50 e lo è ancora nel secondo decennio del ventunesimo secolo. Sono sessant’anni che se ne sta lì, sul limitare della pensione: saprà bene lui quali sono i problemi principali di quella fascia d’età! Con tutte le notti all’addiaccio che si è dovuto sorbire, inseguendo criminali di ogni genere e grado, con tutte le zucche vuote sulle quali hanno rimbombato i suoi possenti cazzotti, con tutte le facce da delinquente che ha dovuto sbugiardare nel corso della sua esemplare carriera, Carson ha messo giù una marea di contributi al fine di ottenere la pensione massima da giustiziere. Chi meglio di lui può essere indicato per predisporre una riforma pensionistica coi contro-fiocchi?

Per il capitolo del rinnovamento e dell’incentivo alle “forze giovani” della nazione, ogni ministero competente sarebbe affidato al figlio di Tex, Kit Willer. Lui, col suo entusiasmo, con la sua voglia di mollare un destro sul naso al fetentone di turno che infastidisce la bella del saloon, con il suo desiderio sempre vivo di vedere le cose andare bene, con la sua meticolosità nel seguire i piani per sgominare bande di malfattori, saprebbe far filare a meraviglia il dicastero dello sviluppo economico, nonché quello della scuola, trasmettendo fra l’altro ai giovani un buonissimo esempio.

Tex saprebbe inoltre mettere a disposizione anche un eccellente ministro dell’ambiente e della cultura. Mi riferisco al suo fidatissimo socio indiano Navajo, Tiger Jack. Tiger è cresciuto in un villaggio pellirosse, ma ha avuto modo di conoscere benissimo anche l’ambiente dei bianchi, assorbendo anche da questo abitudini, tradizioni e modi di essere. Nessuno meglio di lui sa cosa vuol dire la comprensione verso la diversità, che di fondo rappresenta il significato più profondo e genuino della parola “cultura”. Anche per quanto riguarda l’ambiente, con Tiger andremmo perfettamente a nozze: nella tradizione pellirosse, la simbiosi fra uomo e natura è non solo acquisita come dato di fatto certo, ma addirittura reputata sacra.

Altro elemento a favore di Tex, come ipotetico governante ideale: da sempre lui è incrollabilmente fedele alla memoria della sua amata Lilith, la giovane indiana che gli diede il figlio Kit, morendo purtroppo prematuramente. Anche dal punto di vista di eventuali scandali a sfondo sessuale, saremmo dunque più che immunizzati: l’integrità di Tex non li potrebbe non solo tollerare, ma nemmeno minimamente concepire.

Tra l’altro, nel sottobosco delle leggende sbocciate in parallelo alla figura dell’indomito ranger, da anni girano voci di intercorsi interludi fra Tex e Carson sulla falsariga delle misteriose vicende di Brokeback Mountain. La fondatezza di queste dicerie è tutta da verificare, Tex non si è mai pronunciato in proposito, ma anche se fosse, sarebbe soltanto un’ulteriore garanzia di apertura e tolleranza verso tutte le possibili sfumature dell’umano sentire.

Insomma, cari amici viandanti per pensieri, nel caso che alle prossime politiche Tex si candidasse, non so voi…ma io un pensierino, quasi quasi ce lo farei.



6 commenti:

Vanessa Valentine ha detto...

Lettura godibilissima, Gilli, e che piacere scoprire un appassionato di fumetti, anche! :))))))))
Tex è un vero pilastro( un mio zio lo legge da sempre, ha la soffitta che crolla da quanti fumetti ci tiene...), io per parte mia sono stata una Dylaniata (Dog) fin dai tempi dell'università, poi sono passata ad altro...ma i fumetti sono parte integrante della mia esistenza, una forma artistica elevata e affatto minore.
Io di sicuro mi aggiungerei a te nella scelta di Tex come premier e nella sua squadra d'amici come fondamenta del governo. Concordo in pieno...Dylan Dog lo lascerei fuori, purtroppo, perché è un solitario malinconico...:)))))
ci vuole gente di polso, in tempi scellerati come questi.
E poi, meraviglia!, mi apri il post con Zia Virginia, la mia amatissima scrittrice strapreferita...mia e della Magnifica, chiaro.
Bello, bello, bello!
Grande Gilli, leggero e profondo, bravissimo a scrivere e a vivere.
;)))))))))))

Gillipixel ha detto...

@->Vale: ehehehe, grazie, grazie, Vale :-) a scrivere forse me la cavo un po', ma ti assicuro che a vivere lascio un po' più a desiderare :-)

Tex è uno dei miei eroi di quando ero bambino, che mi sono tirato dietro fino ad ora :-) non è che non ne veda l'estrema irrealtà, ormai da tempo :-) ma il bello di Tex è il suo essere rincuorante: nelle sue storie il birbaccione si becca sempre una vagonata di botte se gli va bene, se no va a mangiare margherite dalla parte delle radici :-) ogni, tanto, lasciarsi andare, illudersi che la giustizia per una volta possa trionfare, fa bene all'animo :-)

Dylan Dog non l'ho esplorato a sufficienza, ma non mi dispiaceva...d'altra parte è sempre della scuderia di Sergio Bonelli, quella di Tex :-)
Anche la zia Virginia la conosco poco, a dire il vero :-) la stimo come grande personalità della cultura, e sto iniziando a conoscerla un po' ora...meglio tardi che mai :-)

Bacini al faro :-)

CRISTINA BERARDI ha detto...

Sir Gilly, ho intravisto giusto la prima volta che ho messo il naso nel Suo blog e mi sono messa nei Suoi Followers! ...A volte non servono presentazioni!!
Molto divertente come al solito, e , come dice Vanessa, "leggero e profondo" insieme :=)

p.s. leggendo mi è venuto in mente un altro non meno mio eroe preferito quando ero bambina. ..Mandrake, con il suo fidato Lotar...mi piacerebbe rileggere qualche storia!
Grazie per i tuoi post e per la tua presenza
a prestooooooo

farlocca farlocchissima ha detto...

mi associo alla campagna elettorale pro-tex, penso di poter rapidamente acquisire altri seguaci tra i miei amici e conoscenti... anche perché a sto punto meglio tex che i calci nelle gengive attuali :-)

bellissimo post gilly!!

bacini pre-elettorali

Gillipixel ha detto...

@->Cristina: troppo gentile, Cristina, troppo :-) grazie di cuore...anche Mandrake e Lotar non sarebbero male come squadra governativa :-)
Anzi, si potrebbe addrittura ipotizzare un governo di coalizione :-) Mandrake più la banda di Tex :-) Ci scommetto che diventeremmo più efficienti della Germania :-D

Grazie ancora a te, Cristina, per la tua presenza e per il tuo blog sempre fonte di delizie immaginative :-)

Bacini grafici :-)

Gillipixel ha detto...

@->Farly: benvenuta nel comitato elettorale, cara Farly :-) la campagna si svolgerà con un giro nei migliori saloon, tieniti pronta :-)
Mi sa che ci sarà bisogno del tuo scooter :-D

Bacini farwestosi :-)