giovedì 14 agosto 2014

Buon ferrizoma e felice periagosto

«…So this is ferragost…and porca miggnòtt!!!... ».

Così parafrasando, mi verrebbe da accogliere l’arrivo puntuale, anche quest’anno, della “beneamata” ricorrenza. Ormai si sa che i giri di boa annuali, li patisco abbastanza. Capodanni e ferragosti sono da me graditi come un bel paio di slip a perizoma stretto, con “filo divisorio” rigorosamente guarnito in carta vetrata di grana assai grossa. Che se tanto mi dà tanto, ossia se ferragosto è il perizoma, vi lascio immaginare in cosa consistano le due metà del mese che questa giornata sta a dividere (e c’ha pure trentun giorni, ossia una chiappa più grossa dell’altra).

Nonostante tutto, questi appuntamenti di metà e fine anno rimangono importanti. Sono pur sempre delle prove. Fasi di passaggio che offrono l'occasione di esercitare un certo spirito solidale. E' come un dirsi tutti a vicenda: «…Dai, anche stavolta passiamo oltre la boa, si va per un altro giro...». Per questo, quando ho potuto, non ho mai mancato di porgere i miei auguri da bloggerista, per ciascuna di queste scadenze. Lo faccio anche stavolta, con alcune parole in aggiunta. 

Il ferragosto 2014 arriva insieme ad alcune riflessioni, derivate da un fatto accaduto quasi in prossimità di esso. Un fatto di risonanza mondiale, il tragico epilogo della vicenda umana del povero Robin Williams. Sono tanti i pensieri che un evento del genere induce a fare, tante le domande. Anche tante banalità, nel senso buono della parola, per una volta. Nell'ottica in cui, a volte, essere banali è cosa molto umana. Fra i mille luoghi comuni che anche io ho pensato in merito, salvo forse un pensiero, chissà se un po' più degno degli altri.

Perché abbiamo bisogno degli altri? Perché il mondo che noi siamo non ci basta. E' incompleto, ha l'«altrove» come sua essenza, come suo status naturale di esistenza. Bramiamo in continuazione di cibarci di “oltre”, siamo assetati di mondi ulteriori. E li possiamo trovare solo negli altri. Sia in forma diretta, sia in forma indiretta.

Esistono persone che per natura sono amplificatori di mondi. Hanno in sé mondi in abbondanza, straripano mondi. La loro interiorità è un labirinto di specchi. Venire in contatto con essa è un'esperienza che arricchisce all'inverosimile. Una volta che si affacci ad essa, il mono-mondo dei più semplici viene riverberato nel gioco strabiliante di quella incredibile ricchezza interiore riflettente.

Il tutto è a sua volta questione di rapporto fra la finitezza e l'infinità che siamo. Apparteniamo, e nel tempo stesso non apparteniamo, di continuo, a queste due dimensioni. Ciascuna è in ogni momento vera e falsa, senza per questo smettere di essere plausibile. Nessuna delle due ha un senso razionale circoscrivibile, ma sforzarsi di cullarci nell'opinione che entrambe ne abbiano tantissimo, in contemporanea, è uno dei duri mestieri in cui il vivere consiste. La prospettiva di essere finiti ci mette paura, nel momento stesso in cui temiamo anche la nostra componente senza limiti. L'eventualità di essere infiniti ci esalta, nel momento stesso in cui ci consola l'idea che per altro verso siamo limitati.

Ecco, fra le tante altre mille insondabili e irragionevoli ragioni che avranno spinto Robin Williams a scegliere per come ha scelto, credo che ci sia stata anche questa duplice componente. Lui era uno straordinario amplificatore di mondi. Aveva trascorso la vita ad amplificare mondi per gli altri, com'è insito nel mestiere e nella “missione” di tanti bravi artisti e giocolieri della fantasia. Forse da una parte si era esaurito in questo compito, esaltante e inebriante di certo, ma anche improbo, faticoso, assorbente. Forse per altro verso, dopo tanto riverberare mondi per gli altri, sentiva il disorientamento di non riuscire a vedere intorno a sé più nessuno in grado di moltiplicare significati esistenziali per lui.

Forse in conseguenza di tutto ciò, questo straordinario moltiplicatore di mondi aveva smarrito la capacità, o la volontà, o la forza, di continuare a credere vere e false nel contempo la propria finitezza e la propria infinità. Non è più riuscito a trovare un equilibrio, un giusto bilanciamento tra l'immensità che era e la limitatezza che altrettanto lo caratterizzava. Aveva smarrito il codice che regala l'illusione di poter decrittare l'indecifrabile paradosso principale in cui la vita consiste.

So che tutto questo c'entra poco col ferragosto in genere. Ma mi pareva che c'entrasse col ferragosto 2014. Auguri a tutti voi, cari amici viandanti per pensieri. Trascorrete una bella giornata di festa e serenità. Possibilmente senza l'impiccio di quel famoso scartavetrante perizoma.

6 commenti:

Alessandra Porruvecchio ha detto...

Ciao Gilly... Spero che il perizoma sia almeno di una taglia più grande per evitare danni :-)))) ogni volta che vado per pensieri nn smetti mai di stupirmi!!!!!.... Normalmente io vado per sensazioni... Che tu regolarmente traduci in parole... Hai un dono meraviglioso!!!!... Perfetto il ricordo per Robin Williams... Peccato... era uno dei miei preferiti... Hai già detto tutto tu... Buon ferragosto anche a te....!!!!!!! Grazie per le emozioni che sai suscitare. Bacini rinfrescati

Gillipixel ha detto...

@->Alessandra: grazie, Ale, sei troppo gentile :-) è un tasto molto delicato...quando accadono cose simili, la cosa più giusta da fare, sarebbe tacere...solo chi vive in prima persona certi eventi, può sapere...ma ho voluto in qualche modo azzardare queste mie ipotesi, cercando di essere il più discreto possibile...più che altro, alla fine, sono considerazioni molto generali sulla vita...

Grazie ancora per le tue belle parole e buon ferragosto a te, anche se un po' in ritardo :-)

Bacini a taglia comoda :-)

pino ha detto...

Mork & Mindy...ricordi di adoloscenza...bei ricordi!...Per quanto riguarda il ferragosto e tutte le ricorrenze la penso come te!!! (anche se non indosso perizomi la tua descrizione ha reso ottimamente l'idea)

Gillipixel ha detto...

@->Pino: ciao Pino, grazie per la tua solidarietà ferragostana :-) no, i perizomi non li indosso nemmeno io, per fortuna :-) era giusto per l'efficacia della metafora che li ho tirati in ballo...

Già, Robin Williams ci ha lasciato tanti ricordi, a tutti i livelli di emozione...ha saputo cogliere un po' tutti i sentimenti umani e per questo la sua figura era cara a tanti...

Ciao, saluti emancipati dal post-ferragosto :-)

Kika ha detto...

Solo tu Gilli avresti potuto mettere nello stesso post ferragosto, perizomi e riflessioni sull'umanita' (per tramite della triste notizia di Robin Williams) senza cadere nel grottesco. Ho ritrovato in pieno lo spirito di Andarperpensieri e sono certa che lo troverò intatto anche dopo... l'ultima chiappa di agosto ;)

Gillipixel ha detto...

@->Kika: ciao, bentornata Kika :-) grazie per questa raffica di commenti :-) ho fatto alcune riflessioni gillipixiane, per distrarmi un po' e fare in modo che il Ferragosto non si accorgesse di me: io non ho pensato a lui, e lui sembra non aver badato a me :-)...tutto sommato è andata bene così...

Riguardo alla notizia del povero Robin...mi ha colpito...ho scritto due considerazioni estemporanee, sapendo che fatti del genere rimangono misteri da guardare col massimo rispetto...

Bacini welcome back :-)