giovedì 10 febbraio 2011

Indagine su un campagnolo al di sopra di ogni sospetto


Sono giorni travagliati e di amaro in bocca, questi per me. Vivo in una sorta di spiacevole giallo. Da qualche parte ci deve essere un colpevole e il suo delitto sta nell’avermi reso odioso il mondo.
Ma non solo. Il reo babbeo si è pure premurato di agevolare un’aggravante al proprio crimine. Anche la gente ha tramutato per me in fastidiosa presenza.

Non tollero l’umanità, mi risulta sgradevole ritrovarmela intorno. Spero che questo pernicioso stato d’animo evapori quanto prima, perché mi trasporta continuamente di spiacevolezza in spiacevolezza. Non si sta per nulla bene, in questo modo. Passi la malsopportazione per il genere maschile, che non è atteggiamento particolarmente inedito nel mio animo, ma l’aspetto più grave si sta rivelando la mancanza di refrigerio spirituale derivante dalle femminee presenze.

La vicinanza di una donna è sempre stata per me motivo di gratificazione estetica di grado superiore. Il solo sguardo posato sulle forme ingentilite delle altre metà del cielo, mi ha sempre arrecato sollievo e senso di serenità diffusa. Adesso no. Le donne mi paiono tutt’al più portatrici neutre di tette e chiome fluenti.

Sento di essere stato rapinato di un bene prezioso. Sono divenuto il ramo tagliato che ostenta con autolesionistica boria la propria potatura dall’albero della cui linfa ha tuttavia ancora estremo bisogno.
Anche la mia prosa ha risentito di tutto questo, ve ne sarete accorti da quanto s’è fatta oltremodo legnosa ed ingessata.

Dove ti nascondi, bieco autore di un simile scempio? Ti scoverò, scellerato responsabile di questa sciabolata che ha fatto calare il sipario fino a poco tempo fa aperto sulla scena del mondo.
Ti stanerò, ma dove posso rintracciarti?

Mi crucciavo in simili rimescolii interiori, quando casualmente mi sovvenne un nobile passaggio letterario incontrato tempo addietro. Sesta giornata del Decamerone, ottava novella: protagonisti il fiorentino Fresco e la schizzinosa nipote Cesca:

«…Ora, lasciando stare molti altri suoi modi spiacevoli e rincrescevoli, avvenne un giorno che, essendosi ella in casa tornata là dove Fresco era, e tutta piena di smancerie postaglisi presso a sedere, altro non faceva che soffiare; laonde Fresco domandando le disse:

- Cesca, che vuol dir questo che, essendo oggi festa, tu te ne sé così tosto tornata in casa?

Al quale ella tutta cascante di vezzi rispose:

- Egli è il vero che io me ne sono venuta tosto, per ciò che io non credo che mai in questa terra fossero e uomini e femine tanto spiacevoli e rincrescevoli quanto sono oggi, e non ne passa per via uno che non mi spiaccia come la mala ventura; e io non credo che sia al mondo femina a cui più sia noioso il vedere gli spiacevoli che è a me, e per non vedergli così tosto me ne son venuta.

Alla qual Fresco, a cui li modi fecciosi della nepote dispiacevan fieramente, disse:

- Figliuola, se così ti dispiaccion gli spiacevoli, come tu dì, se tu vuoi viver lieta, non ti specchiare giammai…».

E’ stato a quel punto che son corso allo specchio e mi ci sono messo dritto davanti. La risposta stava proprio là dentro, inquadrata alla perfezione nel centro della superficie riflettente: il colpevole ero io!



15 commenti:

Marisa ha detto...

Mi spiace davvero che il tuo entourage femminile non sia degno di considerazione dal punto di vista intellettuale ma daltronde anch'io non mi beo di soddisfacenti cervelli maschili intorno a me.
Al tuo contrario, però, non trovo conforto nemmeno nell'avvenenza mascolina,
Salvo per un paio di comparse nell'opera in allestimento il resto è prorpio umanità mal fatta.

elena ha detto...

Eh, son tempi duri Smirkiolino..
Ma dove ti sei rintanato? :))

Vanessa Valentine ha detto...

Ma no, Gilli! non dire così!!!:(((((
Capitano le giornate strambotte, quando si ha poca voglia di fare bene e pochissima di vedere facce intorno...poi passano.
Come fa un giovanotto che legge il meraviglioso Decamerone e ne trae piacere e conforto andare incontro a momenti di, chiamiamolo col suo vil nome, scazzo??
Spero che non vi sia nulla di serio, all'orizzonte, chiaro.
Ma se sono solo nubi passeggere...beh, fai una bella corsetta nella tua amata campagna: quando sto in terrazza e respiro il primo cielo di questa quasi primavera, e ascolto i galli matti di Poultryville cantare, aaaahhhh, mi sento già più nuova, anche se non lo sono più.
Stai su!!!!!:)))))))))
Pensa cosa dice spotty: flect...suggerisce moto e l'arte zen del bambù, che oscilla al vento...

Gillipixel ha detto...

@->Marisa: eh, lo so, Mari...il senso del mio scritto un po' bislacco era alla fine questo: quando non ci sentiamo bene con noi stessi, ci appare tutto un po' spiacevole, intorno a noi...almeno così a me pare :-)

Ad ogni modo, bacini solipsitici :-)

Gillipixel ha detto...

@->Elena: ehehehe, ciao Dipòk :-) non temere, non mi sono disperso fra le nebbie della smirkinia padana :-) ti leggo sempre, e con grande soddisfazione narrativa, anche se magari a volte non mi sento eccessivamente commentizio :-)

Cercherò di rifarmi vivo presto da te :-)

Bacini cant-olueis-ghet-uot-iu-uontiani :-)

Gillipixel ha detto...

@->Vale: no, Vale, non volevo trasmettere tristezza :-) è vero, non è un momento proprio smagliante, ma rientra tutto nella normalità :-)
Ho solo colto al volo questo sentimento, per scriverci un articoletto un po' originale e cercare nel contempo una sorta di piccola auto-analisi...insomma, si tratta più di un esperimento narrativo che di vero scazzo :-)

Per il resto, non ho smesso di apprezzare le piccole cose, soprattutto quelle campagnole :-) non preoccuparti, e grazie per la tua gentilezza, mi ha fatto proprio tanto piacere questo tuo commento...
(e anche quelli di Marisa ed Elena, son gentiluomo e non voglio fare preferenze...:-)

Bacini flessibili :-)

Lara ha detto...

Oso o non oso?
Veramente ti capisco, non è che il mondo femminile attuale sia tanto raffinato e forse ci siamo stancati tutti dei vari bunga bunga...
Però un saluto te lo lascio volentieri.
Ciao Gill!!!
Lara

Antonella ha detto...

Ma cosa avrai mai visto di così terribile in quello specchio da farti disamorare dell'umanità? A questo punto per renderci conto della cosa dovresti postarci la foto segnaletica del colpevole e dai suoi occhi capiremmo il perchè ha fatto ciò che ha fatto!
Da una parte però, condivido tristemente questo sentimento di lontananza dall'umanità anche se delle volte, quando cammino inn mezzo a tutte quelle teste arruffate e quel volti così compunti e compiti mi verrebbe voglia di abbracciarmeli tutti e dire: " Poveri.. poveri... " poveri come me. baci solidali

Gillipixel ha detto...

@->Lara: cara Lara, in realtà non era mia intenzione far trapelare dal mio scritto giudizi di sorta nei confronti delle donne :-) portavo l'esempio solo come sintomo eclatante del mio distacco di questi giorni...non intendevo dire che le donne sono divenute di colpo brutte :-) ma soltanto che la mia indifferenza si è acuita a tal punto da rendermi alieno anche l'affetto visivo di creature che solitamente apprezzo così tanto :-)
Ma sono fasi...passerà, e tornerò ad ammirare l'universo femminile con tutto il trasporto che mi ha sempre regalato :-) alla faccia del bunga bunga, che è roba per gente che ha gli occhi foderati di euro e non vede niente altro che denaro, denaro, denaro :-)

Bacini in sospensione :-)

Gillipixel ha detto...

@->Antonella: infatti, Anto: va da sè che anche la mia misantropia è un sentimento ambivalente :-) commisero me insieme agli altri...tutta l'umanità è compresa :-)
Non è affatto un senso di superiorità, ciò che provo...anzi...è un senso di condivisione di una condizione non sempre luminosa :-)

Uhm...riguardo alla foto segnaletica del colpevole... :-) non so se potrò esporla :-) Temo l'arresto immediato per eccesso di misantropia :-)
Forse però almeno gli occhi...potrei metterli...chissà :-)

Bacini che siamo tutti umani :-)

Lara ha detto...

Mi hai sospeso ... i bacini??? :D
O me povera!!!
Ciao con un sorriso,
Lara

Gillipixel ha detto...

@->Lara: ehehehehhe :-) no, Lara, mi sono spiegato male io :-) i bacini non erano "in sospensione" nel senso che fossero finiti, terminati :-)

"in sospensione" volevo dire che trattavasi di bacini "sospesi a mezz'aria" e come tali, particolarmente lievi e delicati :-)
La cosa buffa è che mi ha ingannato la mia familiarità con la pallacanestro :-) dove con tiro "in sospensione" s'intende proprio un tiro a canestro effettuato con ii piedi ben staccati da terra, in salto :-) ovvio che non può essere un termine così scontato per tutti :-)

Mi scuso per il grave fraintendimento e in forma di risarcimento ti lascio un'artistica confezione di bacini de luxe, con tanto di carta regalo e fiocco :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

eh caro come ti capisco, certi giorni mi alzo, ragiono di questo e quello e alla fine realizzo: oggi mi sto proprio sulle palle... eh sì quei giorni è meglio se non esco che poi mordo :-)
vedi a volte metti insieme delle frasi spettacolari: "Le donne mi paiono tutt’al più portatrici neutre di tette e chiome fluenti." è bellissima ... quindi non ti puoi stare troppo antipatico
baci misogeni

farlocca farlocchissima ha detto...

ps la scelta musicale è sublime (oggi vado di superlativi)

Gillipixel ha detto...

@->Farly: grazie, cara Farly... :-)
In fondo, ciò che volevo sottolineare è questa specularità fra l'immagine che possediamo di noi stessi e l'immagine degli altri: c'è un continuo interscambio, tanto che alla fine non si sa più chi si sta odiando o chi si sta amando :-)
L'inferno sono gli altri, diceva quell'allegrone del Gianpaolo Sartre :-) Ma se invertiamo i fattori dicendo che l'inferno siamo noi stessi, forse il prodotto non cambia :-)

Bacini esistenzialisti della riva sinistra :-)