domenica 24 ottobre 2010

Professione segnalibro


Gli oggetti più o meno inanimati frutto dell’ingegno dell’uomo sono solitamente portatori di due ordini di significati. Da una parte stanno le caratteristiche pratiche, mentre il rimanente dell'essenza dell'oggetto è colmata da tutti i suoi aspetti immateriali.

Ora, fatto 100 il valore globale delle due componenti (in realtà, scindibili giusto giusto ai fini di una “flanellosa” analisi teorica come la presente), possiamo probabilmente dire che l'oggetto inanimato conosciuto con il nome di libro si accaparra un buon 80 – 90 % di valori impalpabili, lasciando il rimanente 20 – 10 % agli aspetti concreti.

Un lettore veramente sottile, tuttavia, sa appassionarsi parecchio anche agli aspetti fisici dei testi che gli passano per le mani e sotto gli occhi, perché alla fine questi si contaminano e si contagiano irrimediabilmente con le parti più propriamente spirituali del volume.
In un libro, al di là del contenuto che rimane il fulcro centrale del suo senso, non secondari sono infatti anche numerosi aspetti “sensuali”: la sua gradevolezza al tatto, la maneggiabilità, l'aspetto grafico. Persino l'odore fornisce a mio parere un ingrediente molto importante nel determinare l'affinità elettiva fra il lettore e l'oggetto del proprio “nero-desiderio-su-bianco”.

Fra tutti i diversi fattori fisici di un libro, ce n'è poi uno a mio parere non stimato come meriterebbe. E' vero che del libro, questo rappresenta una parte accessoria, ma forse è proprio questa sua sussidiarietà a determinarne la scarsa stima.
Mi riferisco al segnalibro.

Un buon segnalibro è un compagno di viaggio fondamentale lungo il cammino di una buona lettura. Spesso mi succede di non sentirmi pienamente a mio agio, immerso nello scorrimento delle vicende del libro che sto affrontando, se non sono certo di poter contare su di un degno segnalibro nel momento in cui riporrò sul comodino il mio “generatore di pensieri” di turno, in attesa della prossima volta.

Il lettore entrato in reale simbiosi con l'oggetto delle sue scorribande “andiri-venienti” fra le righe, giunge a sentire scorrere flussi di vita effettiva all'interno delle parole che ha eletto a sue predilette con la lettura in corso. E quei flussi desidera controllarli, sentirli affini, abbracciarli tutti ed immedesimarsi in essi, calarsi nel loro allegorico apparentamento con le principali linfe di un corpo pulsante e vivo.

Il segnalibro svolge dunque un compito fondamentale. Si frappone lungo quei flussi, li incanala, li sospende nella pausa del lettore, si incarica di tenere in caldo torrenti impetuosi di emozioni, significati, evocazioni.
Un segnalibro non può essere allora un cartoncino basta che sia. Deve possedere anch'esso una propria dignità e gradevolezza materiale, perché svolge un lavoro indispensabile alla migliore riuscita della nostra lettura.

A me capita spesso una cosa da vero maniaco dei libri.
Se durante la giornata qualche preoccupazione mi affligge, qualche improvvisa rogna, grande o piccola che sia, si frappone fra me ed un mio sereno approdo al rassicurante molo di una serata lieve e spazzata da fastidi di sorta, un subitaneo pensiero gettato al libro di turno che mi attende sul comodino ha la proprietà di procurarmi micro-attacchi di felicità condensata, accantonando per alcuni istanti il malumore.
Ecco, se durante quelle fulminee escursioni fra le suadenti promesse dell'appagamento letterario, mi scappa anche pensato che un buon segnalibro in quel momento mi sta “tenendo fedelmente il passo”, il senso di rassicurazione è amplificato e ancor più ingentilito.

Il segnalibro non sta semplicemente lì, schiacciato fra due pagine. E' invece un direttore di emozioni, uno smistatore di significati, un orchestratore di melodie concettuali, è degustatore delle nostre attese e pregustatore di delizie auspicate, è il dispositivo di arginatura della nostra bramosia di sapere come andrà a finire, depistata temporaneamente solo dalle mancanze di tempo o dagli inutili impicci extra-librari.

Un segnalibro insomma è di per sé oggetto modestissimo, ma come spesso succede anche nella congrega degli umani, anch'esso, al pari degli individui umili e perennemente in ombra, si prende l'incarico di nobili accadimenti fra i risvolti delle nostre avventure di lettori.



14 commenti:

maria rosaria ha detto...

gil, ho lasciato un commento all'altro post. ripasserò con calma per legger il nuovo, ora devo scappare :)
a presto

Gillipixel ha detto...

@->Maria Rosaria: ho visto l'altro tuo commento, Em Rose: grazie :-) la tua gentilezza di lettrice mi lusinga sempre tantissimo :-)
Bacini con inchino e baciamano :-)

Marisa ha detto...

anch'io ho una passione per i segna libri e oltre ad una collezione di cartoncini colorati di diverse misure sono provvista di una mini teiera di metallo legata al suo coperchio da un cordoncino oppure un piccolo pettine di gondola di legno e altri oggettini originali.
Chissà perchè il libro con un bel segnalibro si impreziosisce. :o)

rosalux ha detto...

Che dire, il post mi è piaciuto moltissimo, anche se vengo da universi astralmente distanti...lettrice pigra, nessun rituale, biglietti dell'autobus usati, lacerti di fogli riciclati, e alla fine... per pura ignobile pochezza cedo all'orecchietta. A casa mia, devo aver preso da mia madre: mio padre sosteneva che come segnalibri usasse delle fette di lardo! :-D

Gillipixel ha detto...

@->Marisa: allora, Mari, ho capito che tu vai ben oltre le più rosee aspettative auspicate dal mio articoletto :-) Mi piace sapere di questo tuo rituale segnalibresco quasi sacrale :-) è forte :-)
Bacini con segnalibro :-)

Gillipixel ha detto...

@->Rosalucs: ti dirò, cara Rose, una certa trascuratezza generica nel rapporto fisico-libresco, garba pure a me :-) in fondo è tutto sintomo di un rapporto vivo e vissuto con la lettura...non c'è niente di peggio di una lettura ingessata da eccessivi riguardi formali...sarebbe un po', se mi si passa l'ardita metafora, come per due amanti, fare l'amore ciascuno dentro un sacco di plastica :-)
Ecco, forse le fette di lardo e le orecchiette sono troppo avanti per me :-) ma il libro vissuto mi affascina parecchio :-)
Bacini con orecchietta :-)

Marisa ha detto...

io ho un rapporto esclusivo col libro, deve essere solo mio perciò nè li presto nè li prendo in prestito tantomeno ne compro usati.
Le così dette orecchiette mi fanno venire mal di stomaco, che ci posso fare?
Ognuno ha le sue fisime che ci rendono particolari e unici.
Buona lettura!

Gillipixel ha detto...

@->Marisa: lo stesso vale per me, Mari: non mi piace tanto avere libri prestati...pradossalmente, la mia copia la ritengo unica, anche se so che ne son state tirate a migliaia...si innesca questo rapporto personale col libro, che fa della lettura una cosa ancor più intima...orecchiette e piegoline mi mettono addosso un malessere come se fossero fatte addosso a me :-)
Bacini non usati :-)

Vanessa Valentine ha detto...

Non farei un'orecchietta ad un libro nemmeno sotto la minaccia delle armi...sarebbe come spezzare il gomito ad un amico, mi sembra quasi che soffra, povera carta, trattata così male!
Oggi mi sono inzuppata di pioggia io, ma i libri che avevo con me sono caldi e asciutti, li ho protetti con tutte le mie forze...questa è mania, si potrebbe dire. E io non potrei che darvi ragione...
Per tornare al tema del bellissimo post del Gilli nazionale ;), i segnalibro sono la ciliegina sulla torta, li scelgo in base al tema del libro, al colore, all'umore dei personaggi, al luogo dell'ambientazione, per oscuri motivi che solo il mio balengo cervello conosce ma che mi piacciono tutti. Il segnalibro deve andare d'accordo col libro, e io ce la metto tutta perché il godimento estetico ci sia tutto.

maria rosaria ha detto...

e qui cado ignobilmente: i segnalibro che uso sono spesso le prime cose che mi capitano tra le mani o anche i piedi... non so, fazzolettini di carta usati (da me), post it, depliant o opuscoli promozionali, penne, matite, fermagli per capelli...
perdonami gil ;)

Gillipixel ha detto...

@->Vale: ci avrei scommesso, Vale, che onorando al meglio la tua indole pigresca, eri anche tu una libresca caloros-maniacale :-) Sì, perchè non ti so siegare bene come mai, ma io sento che la pigrizia ed il "feticismo" (detto in senso buono :-) libresco, sono due caratteristiche molto affini...
Forse è perchè l'attenzione estrema per il regno dell'impalpabile per eccellenza (quali sono i libri) denota proprio l'amore per la contemplazione pura :-)
Bacini book-addicted :-)

Gillipixel ha detto...

@->Maria Rosaria: sei perdonata, Em Rose, sei perdonata :-) Tra le altre doti del maniaco libresco, c'è pure quella dell'assoluto rispetto per ogni genere di rapporto altrui con il proprio oggetto di lettura :-)
In fondo, questo tuo modo di segnalibrare in stile così dadaistico, ha un che di affascinante...si intona anch'esso bene col flusso della lettura, denota relazioni inense e passione con la pagina scritta...
Per cui, come dicevo: sei più che perdonata :-)
Bacini casuali :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

ho dei segnalibri che mi porto dietro di libro in libro, certe volte mi piacciono più loro dei libri... confesso che a volte faccio le orecchiette alle pagine, ma solo ai libri che non sto amando :-) la scelta musicale, ascoltata oggi con la testa di oggi, è devastante ... baci bibliografici

Gillipixel ha detto...

@->Farly: acc...mi spiace di aver toccato corde problematiche con la canzone, Farly...mi è venuta così la scelta, quasi senza pensarci...
Tornando al tema, è vero questo aspetto che dici: più si ama il libro di turno, più ci si sente di segnalibrarlo con dignità :-)
Bacini degni :-)