domenica 4 dicembre 2011

Deo Dorante



Parlare male del consumismo, dopo averci sguazzato praticamente per una vita, non è mai segno di eccessiva onestà intellettuale. La considerazione mi pare di averla fatta già in altre occasioni. Però esercitare al meglio il proprio spirito critico, quello sì, è atto legittimo e anzi, non fa altro che bene alle idee circolanti e ad un loro eventuale miglioramento o risanamento.

Il discorso è un po’ sempre il solito. Quando le organizzazioni umane assumono dimensioni e livelli di complessità molto vasti, si corre il rischio che i loro meccanismi comincino a girare intorno a logiche che autoalimentano la loro propria propagazione, mentre nel frattempo si finisce per perdere di vista il vero scopo originario per cui esse sono state istituite, ossia il benessere e la prosperità umana.

Fatta la doverosa premessa, va aggiunto che è innegabilmente una goduria quando si riesce ad escogitare dei piccoli stratagemmi atti alla “fottitura” (per dirla con un raffinato lemma sociologico) delle distorsioni consumistiche più insulse.

Io non sono un fanatico dei profumi. Li preferisco “indossati” da una donna, se proprio lo volete sapere. Ma non mi piace neanche passare per il puzzone di turno. Per cui un minimo di odore artificioso me lo sbarbo pure io. Nella fattispecie, uso un modesto deodorante stick. Non faccio nomi di marche, ma ai fini del mio discorso, devo descrivere per sommi capi com’è fatta la confezione, anch’essa tra l’altro molto comune.

Si tratta di un cilindretto di plastica, con un cappuccio che si toglie, lasciando scoperta la capoccetta odorante, quella da applicare sulla parte interessata per ottenere le preventive finalità “depuzzatorie”. Per fare scorrere il materiale odorante, c’è una sorta di semplice marchingegno a vite: quando il livello dell’impasto profumifero si abbassa troppo, si dà un piccolo “turn of the screw” (ehehehhe…alla faccia della raffinatezza: cito Henry James in un ragionamento di deodoranti…) e la parte si rimbocca, pronta per nuove battaglie odorose.

Prima grande magagna: come dichiarato sul tubetto, ogni confezione contiene circa 40 ml di materia profumatoria. Tenendo conto che questo deodorante te lo porti a casa con 3 euro e 50 a botta, cent più cent meno, e facendo due calcoli, si capisce sin da subito quanto sia forte la tentazione di lasciarlo al negoziante e comperare invece un bel prosciutto intero come sostitutivo, rassegnandosi a puzzare un po’, ma almeno risparmiando denaro e deliziando il palato, un altro fra i cinque sensi non meno importante da curare.

E questo non è tutto. Facendo un po’ più attenzione al modo in cui è architettato il sistema di “estrusione” a vite, mi sono accorto che a tubetto finito, una discreta quantità di prodotto sei pressoché obbligato a sbatterlo via. Ora, non è per fare i taccagni pidocchiosi. Ma io dico, non facciamo altro che lamentarci tutto il santo giorno per ‘sta minchia di crisi e poi gettiamo al cesso i soldi in questo modo. Possibile che non si possa metterci un po’ più di cura, pazienza e logica nel progettare questi oggetti, che altrimenti, sommando piccolo spreco a piccolo spreco, producono alla fine grossi non sensi consumistici?

Per farvi capire meglio: il cilindretto interno scorrevole di pasta odorante è per buona parte agganciato alla sua base girevole. In pratica, una discreta quantità di prodotto ha solo una funzione di ancoraggio: è sempre profumo, ma viene usato per tenere attaccato tutto il resto. Quando alla fine il deodorante disponibile è completamente “livellato” ed ormai inutilizzabile, tutta quella parte in più rimane inaccessibile, perché celata sotto questa perversa soluzione d’aggancio. Per fare un buffo paragone, sarebbe come se in un’automobile, escludendo ovviamente i risvolti della pericolosità, la benzina venisse in parte usata per detergere i parabrezza.

Cosa ho escogitato allora a questo punto io, che sono una volpe della brughiera consumistica? Notando che la parte ancora buona, ma maldestramente incastrata, era tenuta ferma da una sorta di croce di plastica, non ho fatto altro che tagliare i braccini di questa croce, liberando quella notevole quantità di prodotto che avevo pagato (e nemmeno tanto a buon mercato, come abbiamo visto…), ma che il produttore mi voleva far sbattere nel cesso senza troppe remore.

Ripetendo l’operazione su diverse confezioni ormai pseudo-esaurite (almeno stando a quello che voleva darmi a bere quel frescone del produttore…), ne ho tirato fuori una quantità di deodorante ancora buono che equivale a 5 o 6 tubetti nuovi. Ho riposto il tutto in una ciotolina metallica ed è un mese e passa che non compero una confezione nuova, con il solo minimo inconveniente di dover spalmare il deodorante a mano.

Lo so, sarà un esempio stupido, ma può far riflettere. Molto spesso, soltanto per pigrizia, per inerzia, accettiamo soluzioni consumistiche demenziali, sprecando denaro e in fin dei conti, anche dignità personale, perché ogni volta che si agisce da idioti, anche se indotti subdolamente da altri, non c’è mai da andarne fieri.

Poniamo allora più attenzione ai dettagli su queste cose e quando ci accorgiamo che un qualche ammennicolo teoricamente pensato per agevolare la nostra vita quotidiana, in realtà la rende più stupida, non esitiamo ad appellarci all’imperativo morale riassumibile col nobile motto: «…Fotti il produttore!!!...».

4 commenti:

Antonella ha detto...

non uso deodorante. Mi lavo col sapone e poi fidati. Il bicarbonato usato come il borotalco sulle ascelle. Prova e poi dimmi se ti faccio risparmiare ulteriormente.
baci profumatissimi

Gillipixel ha detto...

@->Antonella: grazie mille per la dritta, Anto :-) mi fido, mi fido, farò una prova: tutto sta a vedere se la mia possanza puzzifera è domabile in quel modo :-)...di fondo sono contrario alla sovrapposizione di profumi artificiali per coprire quelli normali del corpo, che quando è pulito, hanno un loro fascino...gli odori del corpo fanno parte della interezza della personalità di un individuo, se li si copre si tende a guastare una situazione di armonia, una sinfonia sensoriale che ha suoi significati...

Bi bacini carbonati :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

eeeheeeeh a metà post stavo per suggerirti di tirar fuori i resti con il cucchiaino e poi metteerli in una scatolina....

eeehh sempre chimera siamo

bacini al deodoarante

Gillipixel ha detto...

@->Farly: siccome sono andato a ritroso nel rispondere ai tuoi cari commenti, ti ringrazio qui carissima Farly per la bella sequenza "chiosatoria" che mi hai regalato oggi :-)

La chimera è sempre chimerica e sintonizzata :-) e questo è molto bello :-)

Bacini aromatizzati in tutta la stanza :-)