martedì 6 dicembre 2011

Mi dispiace, ma ad occhi sbarrati (…e con un po’ di lingua) ti chiedo scusa


Oggi torno brevemente ad indignarmi (si fa per dire) di alcune inezie, dato che i grandi temi non mi si attagliano più di tanto. Se c’è una cosa che non sopporto sono quelle massime di saggezza affettiva che vengono propinate spesso con certe catene di Sant’Antonio via mail, oppure infarciscono taluni sedicenti vademecum del perfetto seduttore, o equipollenti manualetti delle regole d’amore e dei precetti sentimentali, oppure ancora provengono da altre fonti con pretese più o meno autorevoli ed artistiche.

Il fatto è che se te le bevi così senza pensarci su troppo, sulle prime queste ricette sbrigative ti impressionano pure. Pensate un po’ quanto sono stato idiota io, che per anni ho preso quasi sul serio una di queste massime, e solo ora la riconosco come una delle più superbe «...stron…”verso di zanzara”…ate…» mai pronunciate da bocca umana.

E’ quella che mi pare sia stata resa celebre dal film “Love story” e suona più o meno così: «...amare significa non dover mai dire mi dispiace…».

Ma perché?!?! Ma chi lo ha detto?!?!?

D’accordo, dal basso del mio asocialismo e dall’infimo gradino della mia inettitudine amoros-affettiva, non dovrei far altro che tacere. Ma per stavolta me ne sbatto e dico: con una persona alla quale tengo, se mi capita di fare un atto sconveniente, non riesco poi a dire altro se non “mi dispiace”. E’ proprio la prima frase che mi viene da dire, senza pensarci su nemmeno un secondo. Anzi, potendo, chiedo anche ampiamente scusa, o perdono. E alla grande, anche.

“…Perdono…”, “…scusami…”, “…ti chiedo scusa…”: sono parole bellissime. Sentite poi come suonano altrettanto vibranti queste espressioni in inglese: “…I’m sorry…” oppure “…forgive me…”, “...scuse me...”. Roba che ad uno (ad essere capaci…) gli viene una voglia matta di farsi subito un’amante inglese, solo per il gusto di combinarle una cazzata e poterle poi sussurrare: “...forgive me..”.

Per quale motivo parole così belle, poetiche, armoniosamente sonore, sarebbero state coniate su secoli di esperienza dai nostri saggi e sensibili avi, altrimenti? Solo perché ad un certo punto arrivasse un qualsiasi poetastro melassaro moderno con pretese “cancellatorie”, accampate non si sa bene su quali basi della logica affettiva? Ma vai a dar via le terga a nolo, vai…Io chiedo ampiamente scusa e perdono fin quando mi pare, e mi dispaccio a rotta di collo, perfino. Tiè!

Che poi, quelle fervide menti che s‘ingegnano a creare codeste perle di saggezza, ma si rendono conto di quali danni possono causare? Metti una copia normale, che si attenga scrupolosamente alla regola per anni. Si sa, nel tempo gli screzi e gli scazzi capitano. Ma loro no, ligi all’insegnamento da cartina del cioccolatino, tengono duro, non mollano. Piuttosto di cedere un piccolo “…scusa…” o un micragnoso “…mi dispiace…”, si gonfiano come degli scaldabagni di acredine mai sgasata fuori, di astio surriscaldato per mancanza di sfiato della valvola emotiva. Fino a quando, arriva la fatidica volta in cui “amore” non solo non significa più non dover dire mi dispiace, ma tutto d’un botto passa a significare direttamente “…vaffanculo…”.

Ma ce n’è un altro, di simili comandamenti affettivi, che negli ultimi tempi ho sentito ripetere anche fin troppo spesso e la cui insulsaggine altrettanto pretenziosa ho potuto soppesare ben bene, convincendomi ancor di più della vacuità mentale celata dietro a siffatto sentenzioso modo di aggirarsi per i sentieri del sentimento.

A rifletterci bene, non mi pare di aver mai udito una vaccata più sesquipedale di quella che recita nella seguente guisa: «...non fidarti di chi ti bacia senza chiudere gli occhi…». Basta un niente per accorgersi che questa formuletta non solo risulta banale e peregrina per il suo contenuto, interamente fondato sul modus operandi già catalogato dai latini con l'espressione “...ad mentula canis...”, ma contiene in sé anche il proprio antidoto.

A chi ce la propina infatti, è anche fin troppo agevole rispondere: «...e allora perché, lui (o lei...) dovrebbe fidarsi di te che, sempre durante il bacio, tieni gli occhi aperti per controllare se i suoi sono chiusi?…».



4 commenti:

Antonella ha detto...

amare vuol dire non dover mai dire mi dispiace io lo intendevo che chi ama non si può limitare ad un formale dispiacere, ma dovrebbe strapparsi i capelli per avere ferito la propria compagna/o . E poi c'è anche la dolce illusione di vedere l'amore come qualcosa di puro che non può essere contaminato da beghe condominiali tipiche delle relazioni tra amici. Poi di fatto l'amore è scalzo e sporco e qualche volta puzza un po' .
bacini conviviali

Gillipixel ha detto...

@->Antonella: concordo, Anto, quella applicata da me era la lettura più superficiale della frase...
L'ho analizzata in quel senso perchè credo che la maggior parte di quelli che la leggono, la interpretano così...ossia, fraintendono la complicità e l'intesa, con la pretesa di non dichiarare mai le cose considerate come "scontate"...io invece sono convinto che sia molto più bello dirsi anche le cose apparentemente più insignificanti :-)

Non sopporto quella illusione da film, in base alla quale gli amanti o gli innamorati o simili, debbono affidarsi ad una sorta di tacito rituale, e che se uno fa una domanda o esprime un dubbio o una debolezza, viene squalificato come Fantozzi quando non poteva essere aiutato dai colleghi mentre arrancava verso la timbratrice del cartellino, allo scadere del tempo massimo :-)

Quelle sono robe da Humphrey Bogart, le lascio volentieri a lui :-)

In effetti poi dici molto bene tu: dispiacersi in amore come in un normale rapporto d'amicizia è un po' poco...se la passione è grande, questa grandezza si rifletterà anche nel rincresimento per eventuali errori...

L'amore è bello vederlo come qualcosa di puro, ma bisogna sempre tener presente che è soltanto una poetica finzione a nostro uso...ogni tanto poi è molto significativo anche accorgersi che puzza :-)

Bacini a villetta indipendente :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

mitico gilly! e la canzone poi.... sono in brodo di giuggiole (mai capito perché si dica così, comnque...) ho sempre detto che amrsi vuol dire SAPER dire mi dispiace, etc... clap clap bello bello!

baci with lots of love

Gillipixel ha detto...

@->Farly: grazie, grazie, grazie, Farly cara :-) anche se non è una novità trovarci in sintonia, rimane sempre bello ogni volta, non mi stanca mai :-)

Il brodo di giuggiole pare sia un liquore (bella fatica, ho ravanato su guuugòl :-) in effetti è da tanto che si dice così...magari si potrebbe svecchiare il detto, e farlo diventareuna cosa tipo: "...vado in brodo knorr..." :-D

Bacini degli amori universali :-)