domenica 30 dicembre 2018

Salvate il soldato Pizza


Se mi è rimasta ancora qualche certezza al mondo, una è questa: i gatti sono attori nati.

Al seguente delizioso intermezzo felino ho avuto il piacere di assistere in prima persona. Anzi, ne sono stato praticamente uno degli attori non-protagonisti.

Scena: casa di una cara amica; lo “spazio morale-affettivo” domestico è completamente soggiogato alla volontà insindacabile di due bellissime gatte, e di altrettanti cucciolotti, figli di una delle micie.

Sono tutti e quattro bellissimi mici, nel pieno del fulgore “pelliccioso” invernale, ma il mio prediletto è ormai uno dei due “piccoletti si fa per dire”.

Sì perché, hanno ciascuno la propria ragguardevole stazza tondeggiante, ma questo è davvero un portento: un orsetto rossiccio sotto mentite spoglie gattesche, con bellissime striature tigrate panna, per di più impreziosito da un carattere pacioso e bonario, talmente “pantoflone” che, sintetizzando un po' tutti i suoi pregi, mi viene sempre più spontaneo chiamarlo “al Cìcio” (il Ciccio), ogni volta che lo vedo.

La mia amica a un certo punto deve preparare un impasto per la pizza. Al caro “Cìcio” non è normalmente interdetta la scalata alle alture della tavola, salvo nei casi in cui, come questo, ci siano alimenti in ballo. Allora non si sale.

Lui non capisce i motivi profondi, né i “crudeli” criteri di tanto confinamento, e si mette a fare coscienziosamente la ronda sotto al tavolo, per cogliere una minima breccia nella sorveglianza o un punto d’appoggio per azzardare il balzo.

Io mi prodigo a dare una mano nell’opera di contenimento degli assalti del “Cìcio” e mando sotto tutte le sedie che potrebbero fare da piattaforme di lancio.

Intanto l'impasto ha proseguito il suo corso ed è ora di coprirlo con uno straccetto, per riporlo da una parte a lievitare.

Il “Cìcio” nel frattempo, simulandosi offeso dal trattamento di sfiducia subito, se ne sta mezzo indignato, dando le spalle alla tavola, in perfetto stile “nun me ne po' fregà de meno”.

Niente di più normale, niente di più scontato, nella banale prospettiva umana.

Niente di più malinteso invece, nell’ottica felina perennemente carica della più bizzarra energia, prodotta per scardinare ogni logica della realtà.

Infilando infatti l’unica breccia spaziotemporale utile, lasciata sguarnita da un millisecondo di distrazione, ecco allora il “Cìcio”, apparentemente mezzo addormentato solo un soffio d’attimo prima, sfoderare il più fulmineo dei suoi guizzi, che in una frazione di tempo ancor più rapida, lo porta come un sol bombardotto a troneggiare sopra il malloppo della pasta, la fulva zampotta “cotechinata” già pronta a calare giustiziera sulla morbida sfera di futura pizza.

Solo un intervento in corner e la prontezza di riflessi della mia amica, che si era scostata solo di poco, ha potuto frenare l'impeto “Cìcesco” a un millimetro dal compimento dell’impresa, salvando l'incolumità dell’impasto.

Ma ormai quel capolavoro di pantomima felina, fra i nostri sorrisi appagati, si era compiuto. Andando ad aggiungere l’ennesima perla, alla continua bellezza che questi straordinari animali regalano al mondo ogni giorno, con ogni loro mossa.


2 commenti:

CirINCIAMPAI ha detto...

Sono esseri superiori per contenuto e forma.
Non c'è che da accettare.

Gillipixel ha detto...

Mi hanno assoggettato da tempo...sono completo loro suddito :-D