giovedì 4 settembre 2008

Quanta strada nei miei saldali…quanta ne avrà fatta Bartali

(Foto di Gillipixel)

«Il linguaggio è la casa dell’Essere», diceva Martin Heidegger. E diceva bene. Così, mette tristezza vedere quanti “senza tetto” ci siano ancora in giro al giorno d’oggi.

Non mi riferisco a chi sbaglia ad usare le parole per “ignoranza”, intendendo il termine nel senso più neutrale e generico possibile. Quello può capitare a tutti, tanto alle persone di una certa cultura, quanto a chi per varie congiunture della vita ha avuto poco a che fare coi libri, per di più in molti casi proprio suo malgrado.

La lingua italiana è talmente vasta che credo non basterebbero due vite per arrivare a conoscerne tutte le sfumature, ed è pure una cosa bella, perché in questo modo hai di fronte ogni giorno una specie di terra affascinante, dentro la quale poter scoprire sempre nuovi paesaggi e scorci inediti. A me ad esempio capita spesso di venir assalito da dubbi atroci sulla correttezza di un participio passato un po’ raro, oppure quando scrivo, mi ritrovo a tentennare di fronte ad una “i” da mantenere o da eliminare nel passaggio dal singolare al plurale di certe parole (“provincia”, per dirne una), come un giocatore di roulette che non sa bene se sbattere le sue fiches sul rosso o sul nero (…e non fate della facile ironia sotto i baffi sullo “sbattere le fiches”, che vi ho sentiti…).

Quelli che invece non sopporto sono i “gregari dell’espressione alla moda” e gli “esaltatori di sapidità”.

Eccellenti “gregari dell’espressione alla moda” sono i giornalisti. Naturalmente ci vuole chi scatti in testa al gruppo, chi per primo sappia creare la perla. Subito si ritrova appresso un nugolo di gregari pronti a tirargli la fuga verso il traguardo glorioso dell’insulsaggine linguistica.

Succede un grave incidente stradale causato dall’imprudenza di qualcuno che non ha saputo commisurare la sua guida alle condizioni del tempo? Subito loro, giù a far clamore: “Nebbia assassina”. Come se un giorno, mi girasse di mollare una testata contro il primo palazzo lungo la via, e poi chiamassi il 113 sbraitando nel cellulare: «…Presto! Aiuto! Correte subito! Sono stato aggredito da un muro!...».

Va beh, i giornalisti sono anche obbligati a fare come fanno, perché stanno dentro a quel meccanismo strano del “panem et circenses”. Ma i “gregari dell’espressione alla moda” che si immolano di propria spontanea volontà sull’altare degli inestetismi semantici, quelli li capisco ancor meno.

“Piuttosto che…”: ecco la peste espressiva dei nostri giorni, il morbo verbale che si propaga incontrollato sulle bocche di coloro che vogliono darsi il tono colloquiale dell’amicone dalle ampie vedute. Magari tu chiedi che viaggi han fatto nella vita e loro a dirti che, bah…fammi pensare, sono stati a Londra, piuttosto che a Praga, piuttosto che a Bali, piuttosto che a Bombay, e così via.

Peccato che in italiano “piuttosto” abbia valenza escludente, non pone in relazione due o più opzioni, ma va usato se si vuole indicare una possibilità di scelta che mette vicine due alternative che si escludono a vicenda. E allora, si può capire?...Dove minchia sei stato in viaggio?!?!?

Ci sono poi gli “esaltatori di sapidità”. Questi il più delle volte, ma non è detto, sono dei parlanti investiti di qualche ruolo ufficiale, piccoli amministratori, assessori, sindaci. Forse in virtù della loro posizione si sentono in dovere di aggiungere pomposità alle parole (son stati eletti e in qualche modo si vogliono mostrare riconoscenti verso il cittadino), finendo per infilare magniloquenze del tutto improbabili in argomenti sostanzialmente banali.

Alcune di queste chicche sono talvolta così potenti che ti potrebbe venire l’orticaria. Si astengano dalla lettura coloro che sono facilmente soggetti ad emicranie, nausee e vomito. Ho sentito cose che voi umani…tipo una sindachessa intervistata su una tele locale, che parlando dei tanti percorsi per passeggiate turistiche presenti nel suo comune, spiegava che era disponibile “un’ampia sentieristica”. Oppure un altro primo cittadino, impegnato anche lui ad interloquire televisivamente: il tema era il problema dell’acqua sotto la sua giurisdizione e non credevo alle mie orecchie quando ho appreso che dalle sue parti il cristallino liquido lo “emungono” dalle falde.

Ora, ho verificato ed il termine è tecnicamente ineccepibile, ma giuro che se mi trovo davanti una bacinella d’acqua e vengo a sapere che è stata “emunta”, fosse anche dalla fonte più pura del mondo, non la voglio vedere nemmeno per lavarmi i piedi.

E se mi capiterà di essere invitato da un “gregario delle espressioni alla moda” ad andare a vedere quel bel film con tanti effetti speciali, piuttosto che quell’altro con una regia magistrale, piuttosto ancora che quello col cast eccezionale, gli canticchierò in faccia senza remore: «…Tat-ta-ra-zazz…Tat-ta-ra-zazz…- e vai al cine, vacci tu! -…».

8 commenti:

Occhi blu ha detto...

Ciao Gilli!
Pensavi di esserti liberato di me, eh?
Invece no. Sto leggendo tutti i tuoi post degli esordi (2008).
Ti ho trovato molto letteralfilosofico.
Sono arrivata qui, ma ora devo proprio scappare (il mio corso di teatro mi aspetta alle 18).
Odio anch'io, come te, "piuttosto che", ma aborro ancor di più "ho bisogno il/la" che sento ripetere spesso da quando sono approdata in Lombardia e zone limitrofe.
Ora devo proprio andare. Riprendo domani. Da qui, ovviamente.
Buona serata (veramente non mi piace molto neppure quest'espressione).

Occhi blu ha detto...

Va là che ho sbagliato pure io, nella fretta!
Il corso di teatro mi aspetta (altrimenti sembra che lo tenga io).
Un sorriso a te (meglio di "buona serata", no?)

Gillipixel ha detto...

@->Occhi Blu: eheheheh, una piccola imprecisione nei commenti è più che lecita, OuBee :-) qui è come nel linguaggio parlato, un po' più indulgente ed elastico :-)

Ci sono tante espressioni alla moda che non sopporto...forse, ancor più della espressione di per sé, o dell'errore di turno, mi dà fastidio il pecoronismo linguistico, questo accettare ogni espressione solo perché la usano tutti...questo mi fa davvero schifo :-)

mi fa piacere che tu continui a leggere le mie cose...però, prendile a piccole dosi, mi raccomando, possono causare squilibrio mentale e fisico :-)

Bacini retroattivi :-)

Occhi blu ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Occhi blu ha detto...

Eccomi!
Che ne dici di "fondamentalmente" all'inizio di frase?
Oppure di "ottimo" per ogni risposta?
E di "okì"?
E dell'odiosissimo "tutto bene?" che presuppone un "sì"?
Meglio la domanda che presuppone una risposta aperta: "come stai?"

In merito ai tuoi eventuali dubbi sulla "i" del plurale, o meno, delle parole terminanti in "cia" e "gia", se vuoi ti insegno un trucchetto per ricordare la forma giusta.

Appurato che qui c'è un gran bel cervello pensante e scrivente, non mi puoi causare alcuno squilibrio mentale (fisico non capisco perché).
:)

Gillipixel ha detto...

@->Occhi Blu: non sopporto nemmeno quelli che dicono sempre "esatto", invece di dire semplicemente "sì" :-) oppure quelli che, quando fanno un'affermazione errata o imprecisa, magari involontaria, se se ne accorgono, subito si affrettano a dire: "scusa"...ma scusa de che? :-)

Dimmi pure la regoletta dei plurali, OuBee, non la so :-)

Ah, riguardo a squilibri vari, fisico o psichici, ovviamente scherzavo...solo che a volte, mi metto a rileggere le mie cose, per curiosità, per vedere come suonano...e mi sono accorto che letti di fila, certi miei scritti un po' surreali, causano un leggero senso di straniamento :-) ma forse succede solo a me in quanto autore :-)

Bacini straniati :-)

Occhi blu ha detto...

Se prima di "cia" e "gia" c'è una vocale (cili e gia, val i gia), si mantiene la vocale "i" al plurale (ciliegie, valigie).
Se prima di "cia" e "gia" c'è una consonante (ci c cia, fa c cia), non si mantiene la vocale "i" al plurale (cicce, facce).
Vocale prima, sì vocale i al plurale.
Consonante prima, no vocale i al plurale.
Facile da ricordare, no?

Gillipixel ha detto...

@->Occhi Blu: bella la regoletta, OuBee :-) non la conoscevo, grazie...mi verrà sicuramente utile :-)

Bacini regolettati :-)