mercoledì 9 dicembre 2009

Learning to lose

Lo storico originario "fotogramma" in cui il personaggio di Alan Ford fece la sua prima apparizione, sul numero 1 della serie, intitolato "Il gruppo T.N.T." e datato maggio 1969

I fumetti sono faccenda pop, dunque piuttosto leggera, in teoria. Ma possono segnarti non poco.
Soprattutto se si considera che l’animo dei bambini è forse la creta spirituale più plasmabile che si possa immaginare, e che i medesimi sono (o perlomeno “erano” durante la mia fanciullezza) i più assidui divoratori di giornalini.
Mettendo in fila queste considerazioni, qualcosa che mi riguarda ne viene fuori. Il mio affetto storico maggiormente consolidato per i fumosi eroi è stato quello riservato a Tex Willer. Ma all’inflessibile Ranger del Texas ho cominciato ad avvicinarmi con passione vera piuttosto tardi, sul finire delle Medie.
La mia infanzia fumettistica è invece stata stranamente segnata da una banda di personaggi che esigevano uno humor molto maturo per poter essere apprezzati appieno.
Parlo di Alan Ford e del gruppo TNT.
Per cercare di spiegare un po’ il mio rapporto con questo fumetto, devo chiedere di avvalermi dei metaforici servigi di un altro immenso “addetto ai lavori”. Vi dico infatti che non avrei mai potuto leggere Alan Ford così nel profondo, se non fossi stato Charlie Brown già un po’ di mio.
Da un punto di vista spirituale, non credo di essere mai stato in corrispondenza alcuna con la mia età anagrafica. Sono un improbabile adulto mal specificato oggigiorno, così come fui un bimbetto già abbastanza “grande” ai miei tempi, un piccolo sognatore serioso.
Non saprei dire di preciso se questo fatto venisse acuito dalla lettura di Alan Ford, oppure se ero attratto da fumetti simili in virtù della mia strana personalità asincronicamente conformata.
Dal gruppo TNT, oltre a divertirmi un mondo a leggerlo, ho imparato due principi basilari ed un corollario.
Primo: al mondo si perde assai più spesso di quanto non si vinca.
La seconda eredità “alanfordiana” è la simpatia che da allora ho sempre nutrito per gli sconfitti, fra le cui schiere mi sono anche spesso ritrovato. Mi pare che questo modo di confrontarsi con la vita fosse anche fra gli obiettivi di Karl Marx, non saprei dire con precisione. Posso dire però che Alan Ford e il gruppo TNT sono stati il mio Manifesto ed il mio Capitale messi insieme.
Sarò esagerato, ma mi sento di dire che spiegare Alan Ford a chi non lo ha mai letto non è compito semplice. Certo, si possono tratteggiare per sommi capi i caratteri dei personaggi e delle loro vicende, ma coglierne la “filosofia” è questione più sottile.
Alan Ford, Bob Rock, la Cariatide con la Squitty, Grunf, il conte Oliver, Cirano e il Numero Uno, erano agenti segreti sgangherati (parlo all’imperfetto perché mi riferisco al primo nucleo “classico” insuperato dei primi 75 numeri, disegnati dal grande Magnus, su sceneggiatura di Max Bunker). Le loro avventure erano spesso rocambolesche, surreali, grottesche, bizzarre, goffe, granguignolesche, nei casi più estremi. Ma tutti questi aggettivi non sfiorano nemmeno quella sensazione di malinconia poetica che pervadeva l’atmosfera del fumetto. Un misto di cinismo rassegnato di fronte alle prepotenze del destino, superabile solo con un’ironia ancor più caparbia e priva d’esitazioni.
E’ appunto questo il corollario di cui vi parlavo sopra: quando la vita si fa beffarda, gli ironici si mettono a sorridere, a sogghignare se è il caso (e se possono appena, beninteso…).
Molti anni prima di sentirne parlare diffusamente in Italia, la legge di Murphy la conobbi insomma attraverso le gesta di Alan Ford e soci. Ma da un punto di vista più complesso, conobbi anche le sottigliezze critiche del sarcasmo, l’onestà intellettuale che solo un senso dell’umorismo cristallino ed irreprensibile sa recare con sé.
E tutte queste considerazioni mi fanno concludere con una verità tanto evidente quanto spesso trascurata o misconosciuta: anche dalla fonte culturale più insospettabilmente umile, si possono talvolta trarre lezioni filosofiche importanti, se solo si è disposti a lasciarsi attraversare da una sensibilità pura ed aperta all’ascolto meno preconcetto possibile.


17 commenti:

Antonella ha detto...

E' proprio questo il punto : sai vedere. E tanto per citare un uomo a caso Einstein diceva: se sarete capaci potrete vedere ciò che può essere importante per l'uomo altrimenti vi è solo la morte. " Certo lui parlava di una ricerca etica ben precisa, ( l'atomica a favore e non contro l'uomo) ma per me ci sta perfettamente anche qui.E magari è un po'ho idea che in fondo il tuo canto tu lo senta facilmente.

gillipixel ha detto...

@->Antonella: grazie, Anto, della bella integrazione ai miei pensieri...sì, credo che il punto stia proprio in quel saper vedere oltre il velo di ciò che è accidentale e sussidiario...
a questo proposito mi sovviene una frase di un altro grandissimo del '900, Pablo Picasso...non la ricordo alla lettera, ma una volta disse una cosa tipo: "Ci ho messo una vita intera per imparare a disegnare come un bambino"...
E' questa forse la verità più paradossale della vita: invecchiare significa imparare a vedere il mondo con occhi veramente bambini :-)
Grazie del tuo bel commento :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

nello zen si dice: mente zen mente di principiante. è l'idea di saper vedere, pensare senza attaccarsi ai prgiudizi. spesso lo fai gilly e se è alan ford che ti ispirò, be' magari me lo rileggo (se ancora li trovo che li avevo tutti) chissà che in fondo non sia quell'unverso di semisfigato la radice dell'illuminazione... :-)

gillipixel ha detto...

@->Farly: ma guarda che è un bello scherzo, veh, Farly :-) la maturità consiste nel reimparare ad essere ignoranti :-) Io dico che il regista di tutto questo deve essere un gran burlone :-)
Non resta altro che affidarsi a blogspot, che dall'alto della sua sempiterna saggezza, sentenzia: sphylish :-)
La rilettura di Alan Ford fa sempre bene :-) hai i numeri della serie originale "Alan Ford", o della prima mitica ristampa intitolata "Gruppo TNT"? :-)
Grazie, Signorina con l'ombrellino :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

se non sono stati buttati con la mia collezione dei marvel quando la mia (pace all'anima sua9 cara mammina traslocò, avevo gli originali alan ford (data l'età) besos

gillipixel ha detto...

@->Farly: speriamo che ci siano ancora da qualche parte nella Farly-home :-) tra l'altro avranno pure un discreto valore...
in un mercatino ho visto un vecchio numero del Comandante Mark che veniva venduto sui mille euro...

e...che peccato per i giornalini Marvel...va beh...è che per noi bibliofili ammalati gravi di fantasia, ci vorrebbero non case da comuni mortali, ma castelli di versailles tutti scaffalati a libreria :-)

Maffy ha detto...

...e che l'ultimo chiuda la porta!!!

gillipixel ha detto...

@->Maffy: ehehhhe :-) Maffy, mi citi un'altra pietra miliare del fumetto: Nick Carter, di Bonvi...in un certo senso è parente di Alan Ford, tutti e due erano nella scaletta di SuperGulp :-)
Finiva sempre, immancabilmente, ritualmente così: il cinesino Chen sparava un suo proverbietto: "Dice il saggio...ecc." e quel lungagnone di Patsy che concludeva: "...e l'ultimo chiude la porta" :-)

Maffy ha detto...

eh sì... sono cresciuta a Carosello e Supergulp....

gillipixel ha detto...

@->Maffy: senza dimenticare la mitica "Tv dei ragazzi", che iniziava alle 17: 3 cartoni, un telefilm di zorro o lassie, e poi pane burro e marmellata :-) mica come adesso che alle 6 del mattino c'è già l'ultimo capolavoro di spielberg da tre ore e mezza in full hd supersurround home theatre (...tanto per fare un po' di sano passatismo :-)

Antonella ha detto...

la tv dei ragazzi?!!!! Non fatevi subito riconoscere......

gillipixel ha detto...

@->Antonella: ti dirò di più, Anto: mi vedevo pure rin-tin-tin, saturnino farandola, Articoletto e Vicki il Vichingo, ma soprattutto il mio telefilm preferito, Emil, un bambino norvegese (mi pare) che quando combinava le marachelle si rinchiudeva in uno sgabuzzino e intagliava statuette :-)
Poi uno si mervaglia se viene su svitato... :-D

gillipixel ha detto...

@->Tutti: chi si ricorda di Emiiil?!?!? :-)

maria rosaria ha detto...

significativa chiusa, gil... solo che qui si sta parlando di rarità; e dove si trova materiale così prezioso? forse da queste parti.
io dai fumetti dell'intrepido, del monello, di blitz, che erano quelli che preferivo non ricordo di aver tratto lezioni :-((
bacio

gillipixel ha detto...

@->Maria Rosaria: uhm...io non sarei così pessimista, EmRose :-) a volte l'insegnamento fumettistico è velato, sottinteso ed inespresso, ma c'è sempre :-)
Anche io leggevo Intrepido e Monello, e mi trasmisero tante emozioni, come il guardare con sguardo stupito il mistero del mondo degli adulti :-)
Bacio ricambiato :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

supergulp!!! ci penso spesso anche perché ho un collega che sembra giumbolo (identico giuro) e me lo evoca di continuo ;-) però così si capisce subito che siamo una banda di sporchi ultra-quarantenni....

gillipixel ha detto...

@->Farly: miiiiiiiiiii, Farly: Giumbolooooooo :-D
Me lo ero scordato!!! :-) Mi sono rivisto due fotogrammi su youtube e mi sono spariti i peli sotto le ascelle, pretendevo la Girella Motta, mentre le prime ombre della sera calavano su new york :-D
Grazie per avermelo ricordato :-)


mi chiamo giumbolo giu giumbolo giu giuumboloooooo
io son felice sempre gongolo e rigongolo
quando mi muovo io ballonzolo e poi rigongolo
la notteee e il diiiiii!!!

e l'ultimo chiude la porta!!!