lunedì 28 dicembre 2009

Vademecum del pigro sereno


Questo periodo di festività, più o meno accompagnato da giornate di ferie aggiuntive, può trasformarsi, volendo, nell'habitat naturale del pigro professionale.
Si fa presto a dire "pigro" però.
Uno non immagina le insidie che, durante siffatti momenti dell'anno, gravano sull'onesto fannullone ben deciso a godersi i suoi stra-meritati momenti di "beata-mazzismo" libero e disinteressato.
Una delle minacce più perniciose per il pigro si nasconde dietro ai sensi di colpa.
L'aspirante scansafatiche deve infatti fare i conti con la pletora di pan-attivismo diffuso per il mondo. Tale disposizione mentale efficentistico-produttivista impregna l'atmosfera di questi nostri tempi in maniera così marcata da dare quasi l'illusione di esistere da sempre, di essere quasi un elemento connaturato alla realtà.
Ma non è stato sempre così. Ci furono epoche in cui l'uomo non viveva per lavorare, semmai il contrario. Anche se va precisato che ad addentrarsi troppo fra i miti della vagheggiata Età dell'Oro si finisce per far compagnia, accovacciati fianco a fianco, a coloro che vivono sperando.

Sta di fatto che il senso di colpa cagionato dal non far nulla, del tutto distolti dal coro degli iper-operanti, è uno dei nemici più ostinati dei pigri.
In letteratura sono noti casi di fior fior di pigri, con tanto di laurea in Oziologia conseguita "Maxima Cum Fiacca" alla "FanKazz University" di Lazyville, che avendo trascurato di approfondire le sfumature del fondamentale testo "Storia dei sensi di colpa: da Adamo a Clemente Mastella", si sono ritrovati a vestire i panni di amministratore delegato della "Slave and Frustrating Brothers", rinunciando per il rimorso a sabati, domeniche, ferie e feste in generale, vita natural durante .
Come difendersi allora?
Quel che serve è una piccola rivoluzione copernicana: bisogna ribaltare il punto di vista sulla questione.
Se stando a casa in ferie a praticar la vostra immacolata minchia di nulla, un sentore coscienziale di sottofondo vi rode l'anima, inducendovi a rammentare (quasi a respirare nell'aria) il gran lavorio efficentistico che permea l'antroposfera tutt'intorno al globo terracqueo, provate a vedere la cosa da questa angolazione: ben rintanati in casa, muovendovi il meno possibile, contribuite a tener basso il livello di entropia universale.
In fisica mi sono sempre barcamenato male, stazionando spesso sulla soglia che separa il cinque dal sei, ma se non bestializzo troppo, mi pare di ricordare che per il secondo principio della termodinamica, ogni volta che c'è una trasformazione di materia da uno stato ad un altro, con relativo impiego delle forze necessarie, il saldo finale di energia risultante fa marcare un ammanco, un deficit.
Questo debito d'energia, raccontato proprio in linguaggio para-scientific-cagnoso, è l'entropia.

Da casa, pigri, non produrrete trasformazioni di sorta e dunque nemmeno entropia. Per quel giorno non si formeranno merci provocate da voi. Non causerete neanche scartoffie o burocrazia, alle quali si accompagna una delle forme più moleste di entropia conosciuta. Non si vuoterà la vostra porzione di serbatoio quotidiana, e se usate i mezzi pubblici, è vero che avranno transitato ugualmente, ma privati del vostro peso, anche pur per una minima parte, avranno consumato meno risorse.
Ma soprattutto, non causerete "entropia socio-emozionale".
Non sprecherete fiato e neuroni in discorsi di circostanza di cui non vi potrebbe fregare di meno, magari anche fatti con persone di cui vi può fregare solo leggermente di più.
Non farete sfumare via forze socializzanti, stritolandole nei formali rapporti lavorativi, nei contorti quanto dispendiosi ingranaggi gerarchici capo-dipendente, impiegato-collega, padrone-sottoposto, and so on.
Non cadrete nella rete di perigliosi quanto vani colpi di fulmine o innamoramenti pluri-platonici, lasciando sospeso a turbinare nell'aria un quantum d'incombusta vis erotica, pronta per essere colta e bruciata più proficuamente dall'altrui passione, oppure dalla vostra stessa, in un giorno futuro più proficuo.

Ecco allora che il pigro, complice una piccola giravolta di prospettiva, dal patir sensi di colpa, si ritrova di colpo a goder sensi d'orgoglio.
Da mancato contributore dell'incremento del "patrimonio oggettivo" comune, con la sua giornata di lavoro non vissuta, ecco il pigro tramutarsi in dispensatore di energia fisica e spirituale, scampata, grazie alle sue proficue ore d'ozio, dal misero scivolamento lungo lo scarico agevolato dallo sciacquone entropico. Ecco il pigro divenir benefattore che elargisce il suo piccolo tesoro di energia non bruciata e lasciata circolare indenne per il mondo, a disposizione degli altri.

Dunque, egregio lettore, la prossima volta che incapperai in un pigro, non biasimarlo: ricorda che se quel giorno la tua stupenda storia d'amore potè aver inizio, lo devi un po' anche a lui, che standosene a casa a far nulla, evitò di andarla a sprecare al vento, in attesa di più fortunate predisposizioni entropiche.




14 commenti:

farlocca farlocchissima ha detto...

allora cominciamo a dire che questi giorni ti sei dato persino più da fare di me, che poi sicuramente nella tua stanza avrai fatto un casino che levati e quindi prodotto entropia a mille, che poi anche a cazzeggiare su internet si fan danni entropici e che comunque hai scritto un post spettacolare!!! baci dal tuo mezzo generatore di entropia :-D

Antonella ha detto...

forte. E cosa ne pensi di chi pratica questa conservazione di energia in ufficio direttamente? E' quello che praticherò in questa settimana. Bacione

gillipixel ha detto...

@->Farly: mi sa che hai ragione, Farly: alla fine dalla produzione di entropia non si sfugge, temo :-)
Anche un pigro professionista, non può fare a meno di essere avviluppato nelle tremende spire dell'attivismo :-)
Grazie, mezza chimera entropica :-) lieti di averti suscitato qualche sorriso :-) Baci filibustieri :-D

gillipixel ha detto...

@->Antonella: è un'idea, Anto...molto interessante...poi fammi sapere com'è andato l'esperimento :-)
In generale credo che diffondendo il verbo della lentezza e della pigrizia consapevole (cosa ben diversa rispetto all'indolenza e al menefreghismo senza spirito, nè arte, nè nobiltà d'animo) si faccia solo del gran bene al mondo e alla realtà tutta :-)
Grazie e buon pigreggiar con classe :-)
Baci empiristi :-)

scodinzola ha detto...

Concordo con Farly anche se credo che tu non abbia bisogno di grande energia per scrivere i tuoi post. Si leggono così bene che sembra siano scritti tutto d'un fiato, in scioltezza.
Ti invidio un pò... Il dolce far niente e scodinzolare per casa con le mie babbucce calde è una delle mie attività preferite! Anche se spesso la lavatrice, la lavastoviglie o il ferro da stiro mi fanno da grillo parlante...
Comunque mi sono organizzata per l'inizio 2010.... ho deciso di iniziarlo proprio così "da pigra serena".
Buffetto solleticoso

Paolo ha detto...

Gil,
Condivido pienamente...l'arte dell'osservazione del volo della mosca...con totale estraneamento da tutto quanto ci circonda ed è in noi...con l'immaginazione dare la zampetta alla mosca ed invitarla pure a ballare... sperando che non sia troppo schizzinosa:-)))
perchè, che se ne dica...ed io le mosche le conosco (prego evitiamo i commenti facili ...ehhh),le mosche mica si posano sempre su ogni cosa...a modo loro esprimono delle preferenze non sempre condivisibili... ehh, ma sempre preferenze sono...:-)))


Buon Anno
Carissimo Gil

gillipixel ha detto...

@->Scodinzola: non hai motivo di essere invidiosa, Scodicina :-)...come dissi già, e qui non voglio insistere, ci mancherebbe, ma io "so" per certo che il giorno in cui ti verrà voglia di metterti a scrivere un blog tuo, sarà una meraviglia per i lettori :-)
"...Il dolce far niente e scodinzolare per casa con le mie babbucce calde..." è un'immagine bellissima e queste piccole perle non sono casuali :-)

Grazie per le cose carine che mi dici sempre, in effetti mi sembra che le cose migliori escano quando mi lascio prendere così da questa vena un po' folle di spontaneità :-)

Anche lavatrice, ferro e lavastoviglie offrono spunti per essere in sintonia con se stessi, basta fare le cose con lentezza e nei tempi adeguati al pigro di professione :-)
Buffetti pigri e rilassati :-)

gillipixel ha detto...

@->Paolo: hai scelto una metafora un po' perigliosa, Paolo, in effetti le piste d'atterraggio della mosca mica sempre son siti nobili :-) ma l'accetto di buon grado, perchè dici cose importanti: sapersi stupire dell'infinitamente banale, ecco un buon programma per il pigro professionale, perchè un'altra grande insidia per lui è la noia...ma il vero pigro, non la teme la noia, perchè è talmente pigro, talmente scazzato, che quando la noia si presenta, scappa via spaventata di fronte a siffatta maestria scazzatesca :-D
Buon Anno a te, Paolo, grazie :-)

Antonella ha detto...

DICIAMO CHE L'ESPERIMENTO STA ANDANDO BENE. NON IMMAGINI COME SIA COINVOLGENTE ESSERE IN UFFICIO QUANDO GLI ALTRI SONO IN FERIE. BUON ANNO JACOPO ( NON SO PERCHE' MA IL NOME MI PARE QUESTO)

gillipixel ha detto...

@->Antonella: eheheheh :-) grazie, Anto, per gli aggiornamenti sugli ultimi sviluppi del tuo esperimento lavorativo di moderatezza consapevole :-)
E' vero, quando l'ufficio è vuoto le cose riescono con più naturalità, soprattutto quando di solito, nelle condizioni usuali, si ha parecchia gente intorno...si gusta il contrasto, e il silenzio aiuta a riordinare le idee, si segue meglio il filo dei pensieri :-)
Buon Anno a te, Anto...ehm, non sono Jacopo, ma non mi dispiace come nome :-)
Apologizzo (anglismo per: mi scuso...) come un ornitorinco di Quarto Oggiaro :-) per questa cosa di non rivelare la mia identità...Per farmi perdonare, ti rifaccio gli auguri come se io non sapessi il tuo nome, così siamo pari :-)
Fisionomicamente ti sta bene anche Alice...per cui ti ridico: Auguri anche a te, Alice :-)
...e non farci caso se son così semo :-)
Baci neo-positivisti :-)

Vanessa Valentine ha detto...

Non avrei saputo dirlo meglio, né usare parole più adatte.
Hai fotografato la mia anima!:))))

gillipixel ha detto...

@->Vale: ehehehehe :-) sono onorato, Vale :-) sapevo di poter trovare in te una degna alleata sostenitrice delle sacre tesi del pigrismo :-)
La pigrizia, lungi dall'essere quel vizio così grossolanamente frainteso, è una disposizione alla vita che esige una lunga formazione, un'educazione interiore ed esteriore molto raffinata, e può forgiare individui capaci di dare al mondo bellezza e senso d'umanità profonda :-)
Grazie per la tua gentilezza speciale :-)

Marisa ha detto...

Mio caro Gilli, a parte un istinto irrefrenabile di darti due baci con lo schiocco e pizzicotto sulle guance mentre leggevo questo post, mi ritrovo a fare un consuntivo di queste feste appena trascorse.
Sono orgogliosa di comunicarti che ho trascorso queste giornate nell'ozio più totale, non solo, ma il senso di colpa l'ho rinchiuso in un cassetto pronto per utilizzarlo la mattina della ripresa del mio lavoro così da ritrovare l'energia per muovermi da casa.
Spero, a questo punto, di essere matura per acquisire una laurea onoris causa in Oziologia. Attendo il tuo responso. Ti abbraccio!

gillipixel ha detto...

@->Marisa: mi scuso per il ritardo nella risposta, Marisa...sono stato infuenzato e ho perso alcuni giorni bloggheschi :-)
Ti ringrazio di cuore per il tuo commento così delizioso e simpatico, e mi prendo i baci più che volentieri :-)
Inoltre, nella mia veste di docente di pigrologia applicata, ti insignisco senza esitazione alcuna della laurea ad honorem di dottoressa in oziofilia intensa e ludico-gioiosa :-)
Grazie, un abbraccio a te ed alla tua simpatia :-)