giovedì 18 giugno 2009

Piccoli mulini a profumo


Ci sarà tempo ancora di andar per pensieri in maniera altisonante, para-intellettuale e trombonescamente magniloquente (ed il Cielo sa quanto mi piaccia farlo).
Ci saranno altre occasioni per disquisire andando a parare fra i meandri di una complessità labirintica dalla quale si stenta a volersi distaccare.
Per stasera volevo solo occuparmi di un piccolo fatto senza senso che mi è successo, un dettaglio minimo della mia giornata.
Non sempre è obbligatorio affibiare un significato ad ogni cosa. Anzi, forse molto spesso è proprio questo uno dei guai principali: siamo così preoccupati di interpretare gli eventi che ci accadono, che quasi non troviamo più il tempo di viverli. Semplicemente, linearmente, armonicamente viverli, e niente altro.
Ero dunque impegnato in chiacchiere con una persona cara, ed assorto nell'andirivieni dei ragionamenti facevo quello che si fa a volte in simili circostanze: piccoli gesti senza finalità alcuna, cincischiate manuali che sono un esatto sintomo del piacere nella conversazione.
Il caso ha voluto che nel raggio delle mie escursioni gesticolatorie ci fosse un grazioso e grande cespuglio in fiore. Non chiedetemi di precisare che specie di pianta fosse: ho già dato prova diverse volte anche qui della mia insipenza botanica, nonostante un sostanziale amore di fondo che provo per tutta la vegetalità in genere.
Fatto sta che, nella insensatezza distratta del mio gesticolar-discorrendo, mi son messo a cogliere un fiorellino. Sempre più intento al senso delle chiacchiere che al mio agire, sono passato quindi ad osservare quella minuzia fatta petali.
Mi sono ricordato allora di aver già osservato da vicino altre volte questi fiorellini e del piacere estetico che mi avevano già regalato. E pian piano la mia concentrazione si è spostata dal dialogo alle considerazioni su quella piccola armonia di forme naturali.
«Un piccolo mulino» ho pensato, «e...buffo: chissà per quale legge genetico-adattativa ambientale la natura nel suo corso avrà stabilito che le pale di questi mulinelli dovevano essere sei», continuavo nelle mie elucubrazioni "a fiore in palmo".
Ma a volte, a voler osservare troppo l'ago va a finire che ci si scorda del pagliaio. Così, ho rivolto lo sguardo all'insieme ramifogliato del grande arbusto, per amplificare il piacere nell'osservazione di quella piccola esa-meraviglia.
Ed è stato lì che «Accipicchia!!!» avrei voluto esclamare fra me e me, ma di fatto «Minchia!!!» mi sono detto molto più semplicemente: sulle otto migliaia di fiorellini che vestivano il manto fogliaceo della bella pianta, vigliacco se ce n'era un altro con sei petali. Tutti, ma prorpio tutti gli altri 7999 piccoli mulinelli profumati sfoggiavano solo 5 piccole pale! Ed io, con un gesto del tutto casuale, pescando distrattamente in mezzo a quella moltitudine, avevo pescato proprio l'unica eccezione.
Ecco, ve lo avevo preannunciato che vi avrei parlato di un fatto minimo e senza senso. Ma il suo mancato senso non toglie all'episodio medesimo il piacere indefinito provato nel prendervi parte.
Se proprio devo dirla tutta, nel frangente non mi sono fatto mancare nemmeno mini-escursioni letterarie, riportando per assonanza alla mente i mulini a vento sfidati dall'allampanato cavaliere della Mancha.
E stavo poi quasi per cadere irreparabilmente nella mia consueta concettuosità, riflettendo sulla bellezza delle eccezioni e per contro su certa ottusità diffusa che si ostina invece a volerci imporre la norma come solo territorio estetico da preferirsi.
Ma come promesso, oggi c'era spazio solo per un fatto da niente, senza significato. Niente pensieri, niente concetti: per oggi solo le piccole sei pale di un mulino a profumo.


10 commenti:

Antonella ha detto...

c'è una teoria non completamente sballata: noi essere umani siamo tutt'uno con l'universo e ci muoviamo come una unica immensa forma vitale. Dunque il fatto che quel fiore diverso fosse ai tuoi piedi ha un senso sicuramente e per conoscerlo non dobbiamo far altro che rotolare tutti insieme come massa mobile e potente. Bel segno davvero. Beato te ( non so perchè ma sei fortunato)

rosalux ha detto...

:-)

farlocca farlocchissima ha detto...

vedi è come la storia dei quadrifogli... secondo me ti porta bene e anzi me lo auguro proprio :-)
ps sono d'accordo con antonella

gillipixel ha detto...

@->Antonella: è una teoria molto affascinante e forse la sua parte più bella è data dalla poetica inverificabilità che si porta dietro...se sono fortunato, non te lo saprei dire...seguo solamente il flusso e per il resto faccio come si può :-)

gillipixel ha detto...

@->Rose: :-) grazie: un tuo sorriso vale un mulinino floreale a 6 petali :-)

gillipixel ha detto...

@->Farly: grazie, Farly...aver pescato quel piccolo mulinello odoroso non so bene cosa volesse dire...già è stato piacevole lo stupore del fatto...per ora mi accontento di quello e per il resto si vedrà :-)

scodinzola ha detto...

Il fascino della situazione è quello di esserti accorto che solo quello aveva 6 petali!

gillipixel ha detto...

Vero, Scodinzola...è proprio quella sensazione di essere stati parte di un piccolo evento esclusivissimo, che procura un non meglio precisato senso di positività...non importa se il fatto sia stato piccolo finchè si vuole...quel che conta è quel lieve solletichio che nel mentre corre lungo la schiena andandosi a posare sul sorriso :-)
Grazie per aver letto e commentato: hai un nick bellissimo!!! Trasmette gioia...

Luce ha detto...

da questo post emerge la tua ormai nota profondità... se quello che tu chiami un "fatto senza senzo" ti ha stimolato la scrittura di questo bel racconto, beh,non resta che augurarmi che questi fatti ti accadano sempre più spesso!!!

gillipixel ha detto...

ehehehe...grazie, Luce...troppo gentile, non sum dignus :-)
è sempre un onore sentirsi dire così belle parole da una bravissima scrittrice come te...grazie ancora, anche per i racconti impagabili che crei sul tuo blog...