sabato 7 novembre 2009

Muri



Cari amici viandanti per pensieri, oggi sono andato a cercare muri per voi (e poi dite che non vi penso...).
Dovete sapere che da qualche tempo a questa parte nutro un'insana passione per le case diroccate e per i muri vecchi. Oh...cosa ci volete fare...ognuno ha i suoi vizi.
C'è chi tira interi limiti dell'area di coca; c'è chi è afflitto dalla "sindrome del puttaniere inconscio" (per il suo bene gli han fatto credere che si chiamano "escort"); c'è chi si affida ad amori alternativi, alla ricerca dei centimetri di affetto perduto...e poi c'è chi "si fa" di muri vecchi.



Da un punto di vista più articolato, avevo già introdotto un argomento affine, tempo fa.
Non tutti i muri vecchi sanno suscitarmi lo stupore "murario" atteso. La casa poi non deve essere necessariamente diroccata. L'importante è che mostri evidentissimi i segni del tempo posati sulle proprie superfici e fra i suoi interstizi.
Non so dirvi di preciso quali siano gli elementi che mi fanno scattare l'«epifania edile».
Quello che so è che quando accade, quel muro, o quella sua porzione particolare, mi appaiono come il volto di un vecchio saggio pieno di rughe, in fondo ai cui occhi si legge solo la serenità di un tempo che è trascorso in pienezza e densità.
Oppure, per strano che possa sembrare a dirsi, mi sembra di essere di fronte ad un quadro dalla spiazzante modernità, una composizione elegantissima, visivamente autosufficiente e dotata di un'altissima dignità estetica.



Fra gli elementi della vetustà iconografica muraria che prediligo, c'è l'affioramento dello strato dei mattoni, da sotto il velo dell'intonaco "evaporato" in parte o del tutto.
I muri vecchi presentano spesso una trama meno precisa di quelli più recenti. L'ordito dei mattoni non è affidato ad una rigorosa geometria prestabilita, "pre-pensata". Questo suggerisce meglio l'idea di un'entità che è cresciuta adattandosi alle vicissitudini accidentali poste dinnanzi dallo scorrere del vivere.
I mattoni dei muri vecchi sono simili ad un discorso fatto da un oratore capace, che ha saputo adattare le sfumature e le espressioni del suo dire all'umore mutevole dell'uditorio che si trovava di fronte.
Laddove il "murar moderno" è invece più vicino all'immagine di un freddo comunicato redazionale, affidato al galoppino di turno più basso in grado, in occasione di un improvviso sciopero dei tg.
La multiformità delle sagome dei singoli pezzi murari antichi, suggerisce inoltre meglio l'idea di una distribuzione soppesata delle forze in gioco. Si immagina la sapienza del mastro che ai tempi parlò il suo discorso di muro, scegliendo opportunamente virgole di malta, sillabe di sabbia e preposizioni di coccio.
E' un muro più liquido, il muro vecchio. I tratti delle sue nervature calcificate si incanalano a cascata, con naturalità gravitazionale che evoca rivoli di un ruscello di terracotta.



I muri vecchi mi affascinano poi tantissimo quando si mettono ad intessere il loro antico dialogo con gli altri elementi della costruzione. Allora sì che ci si sente trascinati in un vero e proprio crocchio di vecchietti dai quali emana un'autorevolezza atavica profondissima, seduti su una panca, all'ombra di una quercia secolare.
Le venature dei legni battuti dalle acque, scheggiati e messi alla prova dalla sferza del vento e dal maglio implacabile del solleone. La gentilezza di ferree ed ormai cigolanti cerniere. Il pragmatismo immediato di altri metallici dispositivi. Travi che sgusciano via a destra e a manca, dando vita alla loro fuggevole danza ortogonale con l'involucro murario.

Ce n'è per tutti i gusti, cari amici viandanti per pensieri.
Basta solo mettersi davanti ad un vecchio muro e lasciare che esso ci parli.




8 commenti:

farlocca farlocchissima ha detto...

bello, bello-bello... la poetica del vecchio muro, il mastro che "parlò il suo discorso di muro" mi ha quasi commosso... sai com'è qui di muri vecchi ce n'è tanti, alcuni così impregnati di storie, di passaggi umani e non che hanno un genius loci grosso come un palazzo di 5 piani, un genius che canta che racconta, un po' come hai fatto tu qui...

gillipixel ha detto...

@->Farly: grazie, Farly, sei troppo carina :-)
Sono d'accordo, Roma, per il "viandante per muri", è effettivamente il paese del bengodi :-)
E poi, volevo anche dire, che quando riesco a regalarti dei pensieri degni di questo nome, sono contento :-)

Maffy ha detto...

sono anche io affetta un pochino da quella che tu chiami "epifania edile"....
mi affascina in particolar modo la luce che penetra tra il diroccamento, la ruga del tempo...
...e poi se c'è la copertura di mamma vegetazione siamo all'apoteosi....

un saluto, viandante di muri...

gillipixel ha detto...

@->Maffy: che bello, Maffy, mi fa piacere sapere di non essere il solo "murodipendente" :-)
La luce che si infratta creando ghirigori di chiaroscuri profondi, affondati nel pieno di crepe e fessurazioni è un altro degli ingredienti che affascinano tantissimo pure me...
E mi associo anche all'altro elemento che hai detto, l'amicizia muro-vegetale :-) muschi ed edere sono amanti perfetti e in certi casi sanno dar vita ad amplessi edili eccezionali :-)
Grazie Maffyna, son sicuro che se ti ci metti tu a caccia di muri vecchi, con la tua fotocamera magica, ne escono capolavori :-)

Paolo ha detto...

Parlar di muri nel giorno che celebra la caduta del più famoso dei muri...che tanto cambiò il seguito della storia...questo è Genio.
Chapeau:-)

gillipixel ha detto...

@->Paolo: ehehehhe...ti giuro che è stato del tutto casuale...anzi, grazie mille a te per avermi fatto notare la curiosa coincidenza :-)
Prendiamola come un segno di speranza, così, in generale :-)
Che tutti i muri a venire possano essere bonari e densi di umanità come i cari muri vecchi che vi ho raccontato :-)

maria rosaria ha detto...

senti, se ti dico scrivi qualcosa sui rubinetti di casa mia? sei grande, gil, tu riesci a tirar fuori poesia e filosofia da qualsiasi argomento... mi hai fatto pensare, tra l'altro, che i muri ritirati fuori dall'intonaco - che a chi ha avuto l'idea di metterlo sembrava forse più estetico - quelli di pietra, sono meravigliosi.ma hai alle spalle qulache studio di ingegneria o architettura per caso?
un bscio

gillipixel ha detto...

@->Maria Rosaria: miiiii...sono rosso come l'omonima piazza moscovita :-)
ma grazie, EmRose, mi fai sempre dei complimenti stupendi...riguardo i tuoi rubinetti, si può fare, se mi dai qualche indizio, io scrivo :-)
In qualche cassetto devo avere una laurea...ma mi sono scordato in cosa era :-) forse in andarperpensierologia? :-) o in archipoesia, sì, credo fosse questa :-)
e poi...concordo in pieno: i muri riemersi dall'intonaco sono carichi di una poetica incredibile...soprattutto quelli in pietra, ma purtroppo qui nella liscia pianura non sono molto diffusi e non ne ho potuti immortalare :-)
Grazie ancora, un bacino emerso dall'intonaco :-)