martedì 2 marzo 2010

Sfogo d’un mattino di fine inverno

Sottotitolo: «Italia vaffanculo!»
(Testo: Mortacci, Porcacci – Musica: Zozzacci)


Questa mattina, mi son svegliato…e ho trovato l’invasor…
Ah, no…quella era un’altra storia.
In realtà è da mo’ che siamo invasi. Invasi da noi stessi. L’Italia è una nazione auto-invasa che si dà incessantemente mazzate sulle orchidee, con la malintesa illusione di stare praticando una dilettevole pratica autoerotica.
Su questo tema, non vi posso venir a raccontare novità, cari amici viandanti per pensieri che con me condividete lo zozzo privilegio di vestire tutti i giorni i panni della italiotità.
Essere italiani è un fastidio che bisogna sopportare, così siamo nati e così dobbiam procedere rassegnati. Lo sapete benissimo quanto me, come funziona. Ogni santo giorno della minchia che il cielo manda in terra, ci si infarcisce le orecchie di notizie sempre più balorde: corruzione a crescita esponenziale, malaffare come se piovesse, arroganza, superficialità, zero rispetto per tutto e per tutti.
Uno ascolta e manda giù. E Pensa: va beh, ma non è tutto così, ci sono ancora le persone per bene, per fortuna (e sarà anche vero, non lo metto in dubbio).
Uno ascolta e manda giù (ci sono ancora le persone per bene: ohm!!!)…ascolta e manda giù (ci sono ancora le persone per bene: ohm!!!)…ascolta e manda giù (ci sono ancora le persone per bene: ohm!!!)…
Finché un bel giorno, sente una notizia, non importa se sia più o meno grave. Magari ne aveva sentite duemila ben più terribili fino a lì. Però quel che conta è che si tratti della notizia stercoraria giusta al momento giusto, quella briciola di letame che mancava per arrivare all’orlo, quel rospo in eccedenza venuto a dare il “tana libera tutti” alla banda di zompanti batraci ingurgitati fino a quel punto.
La notizia che ho sentito io era grave (ma mi è successo altre volte che fosse sufficiente anche molto meno). In pratica, ho sentito che ci sono dei tizi balordissimi ed innominabili che stanno approfittando delle disastrose condizioni in cui versano Lambro e Po sversati di lordure, per disfarsi di altro materiale inquinante, nella speranza di passare inosservati e quindi impuniti, in base al loro perverso teorema secondo cui schifo sommato a schifo non farebbe molta differenza.

E tanto m’è bastato per dare il via al profluvio interiore dello sfogo nazionale: «…Ma vai in malora, Italia bastarda!!! Bel Paese un paio di palle: ormai sei poco più d’una carogna imputridita, cosparsa di lugubri vermi e malconci avvoltoi che si contendono in squallida lotta la tua misera carcassa.
Vai a fondo, barcone bucato!!! E’ giusto così, “Non val cosa alcuna / I moti tuoi, né di sospiri è degna la / Terra” fetida tua. Non fosti mai una nazione degna di questo nome, men che meno uno Stato, se non magari intendendoti come participio passato: sei solo un qualcosa che forse una volta è stato, ma che di certo ora non è più.
Baldraccon de’ Baldracconi! Italia, sei più fottuta di una puttana all’ora di chiusura (cit. “Dead man”, Jim Jarmusch – 1995)…».

In questo modo, guidando e mirando verso la città, il mantra auto-flagellante mi si gonfiava dentro il petto sempre più, vedendo quella fiumana di bastardi sulle loro scatolette di latta, a mia volta bastardo anch’io nella mia scatoletta, tutti in coda a sgomitare per un sorpasso inutile ma potenzialmente mortale, senza rispetto, senza ritegno, senza capire il senso di quel che si sta facendo, per ritrovarsi tutti ancor più bastardi e insensati alla prima grande rotatoria alle porte della città: chi aveva rischiato l’osso del collo per arrivare prima, e ora si trovava un solo micragnoso metro davanti a chi invece era stato prudente.
Un millimetro c’è mancato che tirassi giù il finestrino, inveendo alla volta di uno di questi incoscienti con l’offesa più grave che sul momento mi passava per la testa: «Brutto figlio d’italiana!!!».
Capita poi che quando si apre il barile del letame, ci vanno appresso anche tutte le ruggini accumulate e lasciate in sospeso, è così ho pure pensato che ce la meritiamo tutta la schifezza della canzone del Pincipe e del Pupo, è l’esatto specchio del nostro abbruttimento attuale. Così, parafrasando quei sommi versi d’animale, ho concluso fra me e me con questo inno devastante: «Sì, stasera son qui a ragliare come un mulo: Italia amore mio, ma vaffanculo!»

Poi d’un tratto mi son destato: era stato solo un brutto sogno. Ad occhi aperti, ma pur sempre un brutto sogno. E per fortuna che non sono andato nel fosso, anzi, al momento del risveglio ho fatto giusto in tempo a constatare che tutto era tornato a scorrere normale.
Infatti guidavo, riascoltavo i miei pensieri, e rimandavo giù (…ci sono ancora le persone per bene: ohm!!!) e alla seconda grossa rotatoria per entrare in città, vedo che un interdetto era andato a cozzare con la sua scatoletta proprio contro una gazzella dei Carabinieri. La cosa più divertente era che i Carabinieri avevano ragione, e la speranza più ghiotta era che al tapino, a quel grande italiano, non solo ritrassero la patente, ma che gliela ficcassero pure soavemente su per il buco del c…amino.

8 commenti:

Antonella ha detto...

Ah sì, ci sono certi momenti che sei sbalordita non tanto perchè ci sono i criminali che fanno quel che fanno , ma per questa indifferenza ed anzi questo in qualche modo assolverli e giustificarli di tanta gente, povera gente che non capisce , non capisce un cazzo. E allora vorresti non cercare neanche di convincerli e pensi che siano cretinissimi, che meritano di stare come stanno.Invece scrivi lo stesso, così tanto per .. che chissà se in mezzo a loro c'è gente come te.Cioè proprio come te, insomma Gillipixell.

Marisa ha detto...

mio caro Gilli, il grosso problema è che l'Italia sta affondando e con essa stiamo affondando anche noi.
Non voglio nemmeno immaginare cosa ci riserva il futuro prossimo.
Sono allarmata perchè la terra sta tentando di dire qualcosa all'uomo e lo dice a modo suo, con le disastrose sciagure che si stanno abbattendo sul pianeta.

p.s.
Carissimo amico, stai attento al fosso, non farmi preoccupare perchè non posso pensare di perdere la tua deliziosa verve.

Gillipixel ha detto...

@->Antonella: grazie, Anto, sei sempre carinissima...io, parlando rigorosamente per me stesso, mi rendo conto di non avere mai fatto granchè per far sì che le cose cambino...è che a volte ci si sente impotenti, sì...nella mia ingenuità, sono anche convinto che se ciascuno fa la sua piccola parte, ed è corretto nel suo piccolo ambito quotidiano, a qualcosa può contribuire...ma forse è solo un'illusione, non saprei...
Grazie Anto...
Bacini modesti :-)

Gillipixel ha detto...

@->Marisa: lo so, lo so, Mari, c'è poco da essere ottimisti...queste ferite che il mondo ci presenta, sono come dei lamenti strazianti e fa una grande tristezza vedere tutta la sordità che li accompagna...
Ecco, il fosso almeno cercherò di evitarlo :-)
Bacini senza nebbia :-)

scodinzola ha detto...

Credo sia ora di smetterla di dire che l'Italia è un paese di m..... Capisco che certi accadimenti di nostri connazionali siano veramente incomprensibili. Ma io non mi sento come loro. E ce ne sono tanti come me. Siamo noi che, nel nostro piccolo, dobbiamo dare un'immagine diversa del nostro paese.
L'altro giorno mi ha telefonato un'austriaca per motivi di lavoro. Aveva torto marcio e pretendeva cose turche. Però si è presa la libertà di dire che l'Italia è un paese da terzo mondo! Che non siamo in grado di gestire niente!!!!

Buffetti

Gillipixel ha detto...

@->Scodinzola: lo so, Scodi, ma anche se magari non si capiva in maniera così immediata, il senso del mio scritto era proprio quello di uno sfogo un po' umorale, ma per ribadire che all'Italia in fondo vogliamo tanto bene, ed è proprio per questo che ci incazziamo quando la vediamo trattare male...non a caso ho fatto finta che il tutto si fosse svolto dentro un sogno :-)
Concordo sul fatto che ciascuno può fare qualcosa, anche con il porprio piccolo comportamento quotidiano...e la prima cosa è proprio non parlare male dell'Italia :-)

Buffetti e bacini italiani :-)

farlocca farlocchissima ha detto...

eccomi qui da una prospettiva distante, immersa nel da-fare locale che è moltissimo ed infinitamente lontano (per fortuna) da ciò a cui sono abituata. da qui quell'ohm che dici si fa abbastanza fatica a farlo, si pensa però che come qui la merda-bush ed il suo stile sono passati, prima o poi anche a noi sarà dato rinsavire :-) abbracci americani e fusa indaffarate

Gillipixel ha detto...

@-Farly: ehehheheh :-) ciao Farly, grazie del tuo commento transnazionale :-) Speriamo che il tuo auspicio fatto da terra che di sogni ne ha visti passare parecchi, sia foriero di buone cose future :-)
Abbracci Gillipixiani forti forti, e tanti bacini europei :-)