lunedì 15 agosto 2016

"Un pensiero al giorno" 141 - "L'ultima parola sul Tutto"

"Un pensiero al giorno"

141 - "L'ultima parola sul Tutto"

Un'avvertenza: quella che vi apprestate a leggere è la Teoria Definitiva Riguardo Al Tutto (Te.De.R.A.T.).

Regolatevi dunque di conseguenza, se vi aggrada conoscerla, oppure se volete rimanere col gusto della suspense e della sorpresa, continuando semplicemente a contemplare lo scorrere del mondo tale e quale.

La Te.De.R.A.T. nasce in principio da una riflessione sul tempo. Sappiamo tutti benissimo che il tempo si pone come uno dei più grandi paradossi, per la mente umana. Il passato non è più; il futuro non è ancora; e il presente fa dell'inafferrabilità la sua principale prerogativa.

Ed ecco qui entrare in scena la Te.De.R.A.T. Per sciogliere il nodo gordiano della crono-paradossalità, l'ipotesi più plausibile, secondo i teorici della Te.De.R.A.T., risiede nell'ammettere la coincidenza fra attimo ed eterno. Il momento e l'eternità sono la stessa cosa, essi coincidono.

Considerando dunque un "attimo" (preso piccolo fin che si vuole), "constatiamo" (almeno così assicurano i Te.De.R.A.Ttologi) come in esso stia contenuto tutto il tempo possibile, ossia l'eterno (unica quantità di tempo razionalmente concepibile, per dribblare l'intoppo filosofico del provenire di un qualcosa dal nulla e del suo farvi ritorno).

Questo sistema le cose, anche riguardo alla faccenda della difficoltà nella suddivisione definitiva di un attimo. Quanto possiamo suddividere un attimo? All'infinito. Pur continuando a pensare attimi sempre più piccoli, a oltranza, non ne scoveremo mai uno così piccolo da essere l'ultimo. Ce ne sarà sempre uno oltre, ancor più piccino.

I teorici della Te.De.R.A.T., a questo punto della loro trattazione, sono soliti intercalare il discorso con la seguente buffa domandina retorica: E questo non ti suggerisce nulla, oh Quagliarulo?

Se c'è sempre un attimo più piccolo, questo non ci suggerisce forse che ogni momento ne contiene infiniti, ossia è esso stesso eterno?

Se poi si traspone il ragionamento sul piano spaziale, come non cogliere il parallelismo con quanto accade nell'ambito delle distanze materiali? Continuando a dividere la materia, e andando sempre più nel profondo, non è forse vero che l'uomo non ha fatto altro che scovare particelle via via più ridotte?

E così si chiude il cerchio della Te.De.R.A.T., impianto teorico capace di coprire le paradossalità del Tutto spaziotemporale. Così infatti come nell'attimo è contenuto l'eterno, allo stesso modo nello spazio minimale sta contenuto quello infinito. I miliardi di anni sono dunque tutti dentro il micro-nano-mini-cicci-secondo, come i giga-mega-tera-fantastilioni di chilometri sono tutti concentrati nella particella subatomica minima immaginabile.

La Te.De.R.A.T. risulta essere dunque una teoria molto affascinante, con l'unico inconveniente di non cambiare di una virgola l'andamento delle nostre vite. Non provate nemmeno a sognarvi infatti di andare di filato, al rientro dalle ferie, dal vostro capoufficio o superiore in genere, a spiattellargli in faccia: "... Che me frega a me? L'attimo è eterno, il minuscolo è infinito e la tu' moglie l'è 'na maiala...". I teorici della Te.De.R.A.T. sconsigliano vivamente una simile scelta, perché in quel caso non potranno davvero fornirvi nessun supporto argomentativo a sostegno della terza parte del vostro enunciato.


2 commenti:

Ou Bee ha detto...

Rimango "col gusto della suspense e della sorpresa, continuando semplicemente a contemplare lo scorrere del mondo tale e quale".
:)

Ou Bee ha detto...

Dopo aver svuotato la mente con Debussy ti ho letto.
Concetti troppo difficili per una come me che ha difficoltà con le tabelline, figuriamoci con l'infinito, il micro-nano-mini-cicci-secondo e i giga-mega-tera-fantastilioni!!
Rimango nel mio mondo dove non ci sono numeri, ma solo colori e immagini e note musicali e nuvole.
Mente semplice = cuore puro.
Difficilissimo, ma si può provare.
;)