Per lo scrittore e per il lettore, scrittura e lettura non sono altro che un gioco di specchi continuo, nel quale le rispettive intimità si riflettono a vicenda: ciascuno è convinto di aver strappato all'altro qualche velo del suo pudore, portando alla luce un lembo prezioso di nudità dell'anima; e così lieti entrambi se ne stanno, beandosi del valore incommensurabile del segreto rubato. Senza sapere (o forse solo divertendosi a fingere di non sapere) che nessuno ha rubato nulla a nessuno, ma si sono soltanto compenetrati nella perenne fusione di spirito che intercorre fra le mille generazioni degli umani...
Per Jannik Sinner né cetriolini né mostarda
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Traduzioni inaccurate di “Pickle Juice”, “mustard” e “dill relish”
4 giorni fa



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